Chiamata diretta, Uil: vittoria dei falchi. Il Miur è “bloccato”

di redazione
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"Le scuole sono chiuse eppure si continua a protestare, il Miur è così bloccato che forse andrebbe commissariato". 

"Le scuole sono chiuse eppure si continua a protestare, il Miur è così bloccato che forse andrebbe commissariato". 

Sono queste le durissime parole pronunciate dal segreterario generale della Uil scuola in un'intervista, rilasciata al QN – Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione – nel corso della quale Turi ha affrontato la tematica "Chiamata diretta".

Il Segretario della Uil ribadisce alcuni concetti, che nel corso di questo periodo "caldissimo" la nostra redazione ha prontamente riporato, ossia i motivi della rottura sulla chiamata diretta e i super poteri dei presidi, ed ha espresso anche un giudizio complessivo sulla riforma.

Il motivo principale della rottura del tavolo con il Miur, com'è noto, è stato il numero di requisiti che l'amministrazione intende fornire ai Dirigenti, che secondo i sindacati sono eccessivamente numerosi. A ciò, Turi ha aggiunto che probabilmente la rottura è stata voluta da coloro i quali hanno assuto il ruolo dei falchi sul tema della scuola.

Quanto ai super poteri dei dirigenti, Turi ha sostenuto che molto dirigenti sono scontenti del nuovo meccanismo, che dovrebbe essere delineato nelle prossime Linee Guida, alla luce dei tempi ristrettissimi in cui tutto dovrà svolgersi.

Il giudizio sulla Buona Scuola non può che essere negativo e l'unica cosa da fare, a detta del Segretario della Uil, è trovare il modo migliore per correggerne le numerose criticità.

Dall'intervista è chiaro che non ci si poteva aspettare parole "dolci" nei confronti del Miur, tuttavia non ci si poteva aspettare  nemmeno la suddetta affermazione, ossia che il Miur andrebbe commissariato. Probabilmente Turi, da esperto delle dinamiche e tempistiche del mondo della scuola, pensa al prossimo anno scolastico ormai alle porte, il cui avvio non si prospetta sereno, considerate le numerose operazioni che ancora devono svolgersi, dalla pubblicazione dei movimenti interprovinciali alla chiamata diretta, dalle assegnazioni provvisorie alle nuove immissioni in ruolo, per concludere poi con gli incarichi a tempo determinato.

L'affermazione del segretario della Uil è sicuramente forte ma, guardando in prospettiva, ha una sua logica e una sua solida motivazione.  

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