Chiamata diretta, trattativa interrotta. MIUR propone più certificazioni e dirigenti vogliono mano libera. UIL, cambio carte in tavola. Gilda, usare graduatorie mobilità

di Anselmo Penna
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Era attesa per oggi la firma della sequenza contrattuale sulla chiamata diretta, che aveva trovato il plauso sia dei sindacati che del Miur che ne aveva già illustrato i termini fondamentali in un comunicato.

Era attesa per oggi la firma della sequenza contrattuale sulla chiamata diretta, che aveva trovato il plauso sia dei sindacati che del Miur che ne aveva già illustrato i termini fondamentali in un comunicato.

La trattativa è stata interrotta e l'accordo alla fine non è stato sottoscritto.

Il Ministero ha fatto un passo indietro rispetto all'accordo iniziale che OrizzonteScuola.it vi ha anticipato in questi giorni.

Innanzitutto il Ministero vorrebbe estendere l'elenco delle certificazioni richieste, che vi abbiamo elencato venerdì scorso, allargandone notevolmente il numero e dando il via ad una vera e propria "caccia alla certificazione".

In secondo luogo, il Ministero ha proposto di dare la possibilità ai dirigenti di poter aggirare la graduatoria dei docenti che si viene a formare in base ai titoli e poter accedere all'intero database per fare la proposta ai docenti svincolati da qualsiasi criterio.

Sicuramente il Ministero ha avuto pressioni da parte delle associazioni dei dirigenti che in questi giorni aveva espresso un parere negativo nei confronti dell'accordo raggiunto.

In questo modo, il tentativo di arginare il potere discrezionale dei dirigenti con una normazione della chiamata verrebbe meno.

"Tutto ciò – ha scritto la UIL – non rispetta i termini dell'accordo politico e modifica inoltre sostanzialmente il contenuto della bozza consegnata ai sindacati nell’incontro di giovedì scorso. Si tratta di un cambio delle carte in tavola assolutamente inaccettabile, che fa venir meno le garanzie di imparzialità delle procedure concordate a livello politico.
Perché sia possibile una ripresa del confronto, si rende indispensabile un chiarimento in sede politica, che ripristini le necessarie condizioni di reciproca affidabilità, a partire dall’assoluta coerenza dei comportamenti con quanto si è concordato."

Critiche anche da parte della Gilda che il contratto non l'avrebbe comunque sottoscritto.

Secondo il sindacato, che ci ha appena inviato un comunicato, "la forzatura del MIUR sul ripristino della chiamata diretta durante la trattativa sulla sequenza contrattuale era facilmente prevedibile. L'unica soluzione possibile vista la ristrettezza dei tempi non resta che quella di utilizzare la graduatoria della mobilità, peraltro in questo momento unico criterio oggettivo.”

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