Chiamata diretta, sindacati chiedono massimo 3 criteri. Quali titoli saranno valutati? Scontro sul ruolo del Collegio dei docenti

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Giorno 23 incontro tra sindacati e Ministero per definire il contratto sulla chiamata diretta. Siamo in grado di anticiparvi le richieste che faranno i sindacati all’esecutivo.

Criteri di selezione

Uno dei punti caldi del confronto tra sindacati e Ministero riguarda il numero di criteri che i dirigenti potranno utilizzare per elaborare gli avvisi per la chiamata diretta.

Il primo scontro riguarda la tabella dei titoli che per il Ministero è composta da 40 voci, mentre i sindacati vogliono portarla a 15.

Altra questione riguarda il numero di criteri che i dirigenti potranno inserire negli avvisi. Per il Ministero sono 6, per i sindacati 3.

Quali titoli

La richiesta dei sindacati è di ridurre al minimo il numero di criteri nelle tabella. Tra i titoli richiesti dalle rappresentanze sociali ci sono le esperienze lavorative nelle scuole all’estero, progetti sperimentali autorizzati dal Ministero, seconde lauree, dottorati, specializzazioni CLIL e L2.

Ruolo del Collegio dei docenti

Il punto cardine del confronto, però, riguarda il ruolo del Collegio dei docenti. Secondo i sindacati i criteri da inserire negli avvisi devono avere il consenso (delibera) da parte del Collegio dei docenti. secondo il Ministero, il Collegio deve solo essere consultato. Cosa accade se, nel caso della necessità del parere vincolante, il Collegio non si esprime? Secondo i sindacati entra in scena l’USR che assegna l’incarico in base all’anzianità di servizio.

Questi i temi caldi relativi al dibattito sulla chiamata diretta, che a breve dovrebbe trovare una soluzione nel contratto. C’è anche da capire quanto influenzeranno le scelte del Ministero i risultati dello scontro interno al Partito Democratico: dalla sorte di Renzi alle eventuali scissioni.

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