Chiamata diretta rotta la trattativa. Sindacati, non ci sono le condizioni. Campione, noi andiamo avanti

di Anselmo Penna
ipsef

Ci è appena giunta comunicazione che al Ministero la trattativa per definire i criteri della chiamata diretta si è interrotta.

Ci è appena giunta comunicazione che al Ministero la trattativa per definire i criteri della chiamata diretta si è interrotta.

Secondo quanto ci riferiscono i sindacalisti presenti all'incontro, non ci sarebbero più le condizioni per continuare. Le trattative erano ripartite in tarda serata, perché nel pomeriggio alcune questioni aperte sui titoli erano rimaste senza possibilità di sanare le divergenze. 

Nel pomeriggio il confronto sembrava essere giunto ad una conclusione, con il passo indietro del Ministero sulla discrezionalità dei dirigenti nella scelta dei docenti aggirando i titoli. Arduo, invece, il confronto sui titoli, nei quali il Ministero aveva inserito anche gli incarichi di collaboratore del dirigente o corsi di teatro e danza.

Il Ministero si è presentato con una tabella di valutazione titoli di 48 voci, mentre i sindacati volevano che si riducesse ad una decina. Posizioni inconciliabili.

Se le trattative non dovessero riprendere e non si dovesse giungere ad un accordo il Ministero interverrà con un atto unilaterale.

Lapidario il commento di Marco Campione (membro della segreteria di Faraone) su FaceBook: No accordo su "chiamata per competenze". Persa occasione per definire insieme come far contare professionalità docenti. Noi andiamo avanti". La tabella proposta dal Ministero con tutti i titoli

I sindacati: scuola diventerebbe mercato dei titoli. Presentato un album di figurine. 

"Non trova una positiva conclusione la trattativa sull'assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole, sebbene oggi ci sia stato accordo sulle procedure.

Il negoziato è saltato a causa dell'inflazione di requisiti che il Miur avrebbe preteso di inserire nell'accordo.

Un atteggiamento arrogante che contraddice l'intesa politica raggiunta nei giorni scorsi e le premesse su cui è stata costruita facendo venir meno le garanzie di imparzialità delle procedure concordate.

Si vuole trasformare la scuola in una sorta di mercato delle competenze più disparate: “dagli incarichi organizzativi alla progettazione per bandi ai collaboratori del dirigente scolastico”.
Una pletora di requisiti e di titoli che poco hanno a che vedere con il passaggio dei docenti dagli ambiti alle scuole.

Il sistema dei requisiti,  raccolti a caso e in un numero così eccessivo, non può funzionare.
Ci hanno presentato un album di figurine. 

Di questa scelta il ministro porta per intero la responsabilità.

Quello a cui noi miriamo è un sistema efficace, capace di far incontrare i bisogni delle scuole, definiti collegialmente, con la professionalità dei docenti, evitando eccessi di concorrenza inutile e dannosa tra le scuole e tra gli insegnanti.

Serve un percorso che abbia come punti centrali la trasparenza delle procedure e l'oggettività dei requisiti stabiliti a livello nazionale, dando anche ai dirigenti punti di riferimenti chiari con cui operare. Questo rimane il nostro obiettivo.

Non accetteremo passivamente misure che siano lesive della dignità professionale degli insegnanti.

COMUNICATO SINDACATI SCUOLA
FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL"

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