Chiamata diretta, responsabilità passera ai Collegi. L’aveva già suggerito l’ANAC

di redazione
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Era il 26 luglio 2016, in piena prima esperienza “Chiamata diretta” quando l’ANAC “Autorità Nazionale Anticorruzione” lanciava l’allarme sulle nuove regole per assegnare i docenti alle scuole.

Infatti,  giorno 13 aprile 2016 emanava una delibera, la 430 che analizzava i motivi di possibili corruzioni all’interno delle istituzioni scolastiche.

Molti i processi a rischio corruzione all’interno della scuola, secondo l’ente, a partire dagli  incarichi ai docenti coerenti con il PTOF, l’assegnazione dei docenti alle classi, l’elaborazione degli orari, conferimento supplenze, gli incarichi dei collaboratori, l’adozione dei libri di testo.

Tra i nuovi processi a rischio veniva elencata anche la “Chiamata diretta” che  può creare “discriminazioni e favoritismo nell’individuazione all’interno degli ambiti del personale cui conferire incarichi.”

Il documento dava, inoltre, dei suggerimento su come superare il problema  attraverso la consultazione degli organi collegiali, e pubblicazione sul sito internet della scuola, dei criteri oggettivi per l’attribuzione di incarichi”. La “diramazione di circolare esplicative dei criteri”. Nonché “la pubblicazione tempestiva degli incarichi di docenza conferiti”.

Una bacchettata al vecchio Governo che sembrerebbe essere stata recepita dal nuovo, tanto che, nell’accordo sulla mobilità appena sottoscritto da sindacati ed amministrazione, si punterà ad individuare dei criteri generali validi per tutta la penisola nonché “procedure e modalità per l’assegnazione alle scuole dei docenti assegnati negli ambiti, sulla base di scelte che valorizzino il Collegio dei docenti e le sue articolazioni, in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale per assicurare imparzialità e trasparenza”.

Scarica il documento ANAC

Chiamata diretta, varranno scelte Collegio docenti su criteri nazionali. In soffitta superpoteri dei presidi

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