Chiamata diretta, lanciata petizione per bloccarla. Si utilizzino gli stessi titoli delle graduatorie interne d’Istituto

di redazione
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La chiamata diretta, dopo che il Miur ha illustrato ieri le Linee Guida, ha suscitato la reazione non solo delle organizzazioni sindacali ma anche dei docenti, coinvolti in prima persona nel nuovo meccanissmo che condurrà i  titolari su ambito alle scuole. 

La chiamata diretta, dopo che il Miur ha illustrato ieri le Linee Guida, ha suscitato la reazione non solo delle organizzazioni sindacali ma anche dei docenti, coinvolti in prima persona nel nuovo meccanissmo che condurrà i  titolari su ambito alle scuole. 

Proprio contro la chiamata diretta è stata lanciata una petizione su change.org affinché il Ministro blocchi il nuovo meccanismo e ritorni ai vecchi criteri oggettivi utilizzati nelle graduatorie interne di Istituto.

Nella petizione leggiamo i motivi per i quali la chiamata diretta è definita incostituzionale: "viola molteplici norme della Costituzione tra le quali spiccano l'Art. 33 (libertà d'insegnamento) e l'art. 97 (trasparenza e buon andamento della PA)."   Oltre a ciò, la chiamata diretta è definita "profondamente ingiusta che mortifica la professionalità e la dignità dei docenti, ormai calpestati oltre ogni misura".

A sostegno della petizione i promotori fanno, infine, riferimento al fatto che la chiamata diretta è a rischio corruzione, come testimoniano le linee guida dell'ANAC su trasparenza e anticorruzione, all'interno delle quali la chiamata diretta si trova nell'elenco dei procedimenti a rischio di corruzione per le Scuola.

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Chiamata diretta: le fasi, le date, dove inviare il curriculum. Dirigenti potranno scegliere i criteri, ma prima le 104

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