Chiamata diretta insegnanti? Regione Lombardia pronta a riproporre sperimentazione. Pittoni (Lega Nord): strada giusta concorrenza fra regioni

Di Lalla
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red – L’assessore regionale lombardo all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea e Mario Pittoni, capogruppo uscente della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, alla notizia della bocciatura da parte della Consulta della legge con cui si voleva consentire ai singoli istituti scolastici in Lombardia, di scegliere quali docenti chiamare a insegnare, commentano rilanciando le proprie proposte di reclutamento.

red – L’assessore regionale lombardo all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea e Mario Pittoni, capogruppo uscente della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, alla notizia della bocciatura da parte della Consulta della legge con cui si voleva consentire ai singoli istituti scolastici in Lombardia, di scegliere quali docenti chiamare a insegnare, commentano rilanciando le proprie proposte di reclutamento.

Per la regione Lombardia la bocciatura inflitta dalla Corte Costituzionale alla legge sul reclutamento diretto degli insegnanti è ingiustificata. "Si trattava – spiega l’Assessore preposto – di attivare una sperimentazione di selezione da parte delle scuole per i soli supplenti annuali previo accordo con lo Stato. Questo avrebbe reso la scuola più funzionale e aderente ai bisogni dei territori e del tessuto economico."

Nessuna sorpresa invece per il Sen. uscente Mario Pittoni del gruppo Lega Nord. Secondo Pittoni " qualsiasi norma, pur approvata localmente, sul reclutamento degli insegnanti “da parte delle istituzioni scolastiche”, è destinata a essere cassata. La legge costituzionale 3/2001, che ha modificato il titolo V della Costituzione, sancisce infatti che allo Stato spetta la competenza legislativa esclusiva in materia di definizione delle norme generali sull’istruzione. E le modalità di reclutamento dei docenti per le scuole statali è norma generale sull’istruzione, non appartiene cioè alla legislazione regionale."

E rilancia la propria proposta di reclutamento: "Ai fini dell’assegnazione di sede i docenti indicano, tra tutti i posti vacanti e disponibili, le istituzioni scolastiche in ordine di preferenza; i dirigenti scolastici, presso cui risultano vacanti e disponibili i posti utili per l’assegnazione di sede, prendono visione del profilo professionale, risultante dall’esito della prova di preparazione, dal risultato delle prove concorsuali e dai servizi di insegnamento eventualmente prestati in precedenza, dei docenti che hanno indicato l’istituzione scolastica tra quelle preferite e formulano una proposta di gradimento. Definita l’assegnazione di sede sulla base delle preferenze dei docenti e del gradimento dei dirigenti scolastici, l’ulteriore assegnazione di sede dei docenti avviene in base ai posti che risultano ancora disponibili”. Per selezionare correttamente il personale, la nostra riforma punta su un’articolata prova di preparazione effettuata a parità di condizioni con gli altri iscritti nella stessa regione, che inciderà per i 4/5 del punteggio base (non si potrà più portarsi dietro i punti da casa) e concorsi regionalizzati. La concorrenza fra regioni – conclude Pittoni – farà il resto"

Ma la regione Lombardia non ha abbandonato il progetto e l’Assessore Regione Lombardia riproporrà al nuovo Ministro dell’istruzione l’accordo già sottoposto alla conferenza Stato-Regioni per l’attuazione del titolo V in materia di istruzione che prevede la sperimentazione per modelli innovativi di funzionamento delle istituzioni scolastiche.

"In un tempo in cui si sta lavorando per un governo di larghe intese per il bene del Paese – ha concluso l’assessore – mi aspetto che anche il Pd, e quindi il consigliere regionale Pizzul, assuma atteggiamenti più costruttivi e non più di contrapposizione secondo schemi ideologici superati"

Chiamata diretta dei docenti, è incostituzionale. Il testo della sentenza che boccia la legge lombarda

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