Chiamata diretta docenti, oggi la proposta del Miur. Fedeli al banco di prova

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Nell’incontro di oggi per la chiusura del testo del contratto sulla mobilità del personale docente ATA ed educativo per l’a.s. 2017/18 il Miur potrebbe presentare la proposta di accordo riguardante la chiamata diretta.

Nell‘intesa del 30 dicembre 2016 è scritto “Sono definiti in un accordo separato e parallelo, da sottoscrivere contestualmente al contratto sulla mobilità, procedure e modalità per l’assegnazione alle scuole dei docenti assegnati agli ambiti, sulla base di scelte che valorizzino il Collegio Docenti e le sue articolazioni, in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale per assicurare imparzialità e trasparenza”

Sono dunque tre i punti fermi:

  • l’accordo sulla chiamata diretta è separato e parallelo e sarà sottoscritto contestualmente al contratto sulla mobilità. Dunque dovrà essere accettato dai sindacati perchè i testi siano firmati tutti
  • il Collegio Docenti dovrà avere voce in capitolo sull’argomento
  • i requisiti dovranno essere stabiliti a livello nazionale

Si tratta, ancor più che nell’intesa del 30 dicembre, il vero banco di prova per il Ministro Fedeli. Vanno in soffitta i superpoteri dei Presidi, così come concepiti dalla legge 107? Sembrerebbe di sì, se quanto stabilito finora ha suscitato la reazione dell’ANP, che ha dichiarato “sbagliato che non siano i Presidi a scegliere i docenti migliori”

Un’idea che non dispiace del tutto al Ministro Fedeli, che

insiste sui criteri, ma ribadisce il concetto ”Cercheremo criteri oggettivi con i quali, poi, il dirigente scolastico potrà scegliere i docenti”.

Un vero banco di prova, che darà la misura dell’equilibrio che il nuovo Ministro vuol dimostrare nel dirimere una delle parti più contestate (e anche utilizzate arbitrariamente da alcuni Dirigenti Scolastici) della legge 107/2015.

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