Chiamata diretta, docenti non possono perdere incarico prima dei tre anni. Come si individueranno i soprannumerari?

di Anselmo Penna
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Ci giungono richieste di chiarimento circa la possibilità di poter perdere l’incarico in una scuola a seguito di chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici.

La richiesta, ci indicano alcuni nostri lettori che nella tarda serata di ieri ci hanno inviato alcune mail, proviene da voci circolati su FaceBook circa la possibilità da parte del dirigente di revocare l’incarico ad un docente prima dei tre anni.

Il punto di riferimento è il comma 80 della legge 107 che recita: “Il dirigente scolastico formula la proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. L’incarico ha durata triennale ed e’ rinnovato purche’ in coerenza con il piano dell’offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicita’ dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica.”

C’è innanzitutto da rilevare che se è vero che l’incarico è triennale, esso si rinnova automaticamente se nel PTOF non sono pervenute delle modifiche legate all’offerta formativa.

In secondo luogo, è chiaramente scritto che l’incarico “ha durata triennale” e il contratto stipulato contiene la dicitura.

Quindi non sarà possibile che il docente possa essere “licenziato” prima dello scadere dei tre anni.

La possibilità della scuola di poter aggiornare il PTOF annualmente, secondo quanto riporta il comma 12, non si potrà, di conseguenza, tradurre prima dei tre anni in una revisione che metta in dubbio la dotazione organica da un punto di vista di competenze. La revisione potrà avvenire per tutti gli altri aspetti, anche didattici, ma non potranno mettere in forse l’organico.

Diversa, invece, è la situazione per quanto riguarda la soprannumerarietà. Si tratta di un capito che dovrà ancora essere scritto e che porrà non poche problematiche.

Infatti, il fatto che i dirigenti potranno chiamare i docenti dagli ambiti territoriali sulla base dei curriculum pone alcuni quesiti: cosa accadrà alle graduatorie interne d’istituto?
Saranno mantenute e vi confluiranno anche i neonominati con chiamata? Esisteranno due sistemi (cosa difficile da gestire), quello delle graduatorie interne che determinerà i sorannumerari dei docenti con titolarità e i docenti che saranno chiamati dai dirigenti? In questo caso, se si perdono cattedre, chi sarà il docente soprannumerario, quello della graduatoria o quello individuato dal dirigente? Oppure le graduatorie interne saranno eliminate e tutti i docenti saranno sullo stesso piano, senza più punteggi?

In quest’ultimo caso, come si determineranno i docenti soprannumerari?

Non è scontato, quindi, che a perdere i posti nella scuola saranno per primi i docenti entrati con la “chiamata diretta”, come si potrebbe pensare. La realtà è che ci troviamo davanti ad una materia sconosciuta e anomala che dovrà trovare sistemazione nella prossima contrattazione sulla mobilità che dovrà sciogliere il nodo della convivenza tra docenti che hanno titolarità nella scuola e docente che ce l’hanno ormai nell’ambito territoriale.

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