Chiamata diretta, dirigenti UCIM chiedono chiarimenti e suggeriscono rinvio procedura al 2017/18

di redazione
ipsef

I dirigenti scolastici, soci dell'Associazione UCIM, hanno chiesto al Miur, tramite un apposito documento di seguito allegato, alcuni chiarimenti,  riguardanti la procedura di attribuzione degli incarichi ai docenti titolari su ambito e che vanno dalle mancate indicazioni sulle precedenze previste per legge (non solo la 104/92) alla validità triennale dell'incarico conferito. 

I dirigenti scolastici, soci dell'Associazione UCIM, hanno chiesto al Miur, tramite un apposito documento di seguito allegato, alcuni chiarimenti,  riguardanti la procedura di attribuzione degli incarichi ai docenti titolari su ambito e che vanno dalle mancate indicazioni sulle precedenze previste per legge (non solo la 104/92) alla validità triennale dell'incarico conferito. 

Riportiamo di seguito il documento completo. 

RICHIESTA CHIARIMENTI
Approvando i principi ispiratori dell’opera di rinnovamento e di valorizzazione dell’Autonomia prevista dalla L.107/2015, i Dirigenti Scolastici soci dell’Associazione UCIIM, in merito alle “Indicazioni operative per l’individuazione dei docenti trasferiti o assegnati agli ambiti territoriali e il conferimento degli incarichi nelle Istituzioni Scolastiche”, dopo attenta lettura e approfondito confronto, hanno condiviso di esprimere in un Documento gli interrogativi emersi, nell’intento di una costante collaborazione con codesto Ministero.

1) Nelle Indicazioni operative non si fa menzione delle precedenze che normalmente vengono riconosciute ai docenti L. 104, L.100, …) e che vengono disciplinate da fonti giuridiche di rango superiore, quali Leggi e Regolamenti, nonché dalle Ordinanze sulla Mobilità che annualmente il MIUR emana. Si può dunque ritenere che in questa fase non occorra tenerne conto?

2) La “coerenza con il progetto formativo d’Istituto (PTOF)” rischia di essere disattesa dalla precedente individuazione di posti in organico potenziato decisi dall’Amministrazione, senza tener conto delle richieste presentate dai Dirigenti Scolastici proprio per garantire l’attuazione del PTOF. In tal caso, ove siano rimasti vacanti, a conclusione della mobilità, posti di organico potenziato che non rispondano alla “coerenza con il PTOF”, è prevista la possibilità per i Dirigenti di variare la tipologia del posto da coprire, modificando la classe di concorso?

3) Le Indicazioni operative ritengono la chiamata diretta un fondamentale strumento per valorizzare “le caratteristiche professionali complementari a quelle previste per la specifica abilitazione all’insegnamento.” Il concetto di complementarità delle caratteristiche professionali rispetto alle specifiche competenze disciplinari connesse all’esercizio nel tempo della professione (carriera docente), suggerisce l’opportunità di procedere a una valutazione dei curricula che tenga conto sia delle pregresse esperienze professionali (incluse nel precedente concetto di punteggio di trasferimento) sia di aggiuntive competenze maturate in contesti formali, non formali e informali. Dunque appare riduttivo e per nulla professionalizzante, nonché fonte certa di contenzioso innanzi al Giudice del Lavoro in quanto in contrasto con i Contratti di lavoro, valutare in via esclusiva le competenze complementari alla carriera senza tener conto, e quindi attribuire valore, alla pregressa attività di docenza.

4) Riguardo all’affermazione che “essere insegnante significa mettere insieme conoscenze disciplinari e pedagogiche, che si trasformano in competenze didattiche e metodologiche nei contesti reali delle classi e delle scuole in cui si lavora” , si sottolinea la difficoltà, se non impossibilità ad oggi, che un docente possa vedersi certificata la condizione di “contesto a rischio” delle classi in cui ha operato, poiché non è dato da escludersi la sussistenza di contesti classe ad alto rischio di dispersione e di insuccesso anche in scuole che non ricadono in Aree a Rischio o a forte processo immigratorio. Viceversa non tutte le classi delle scuole a Rischio presentano necessariamente situazioni di complessità nella gestione. Dunque, il criterio esplicitato in tabella non sembra essere garanzia di qualità professionale certificata.

5) In merito al criterio della Formazione e nello specifico in merito alla seguente parte delle Indicazioni operative“Pertanto le attività formative, inserite a titolo esemplificativo nell'Allegato A, sono quelle svolte entro il 30 giugno 2016 per una durata di almeno 40 ore e realizzate da Università, Enti accreditati dal Miur e dalle Istituzioni scolastiche nell'ambito di piani regionali e nazionali” , si osserva quanto segue: appare di difficile comprensione la logica sottesa dell’individuazione al 30 giugno 2016 del termine ultimo per la fruizione di attività formativa. Tenuto conto dell’impegno connesso alla funzione docente, che si esplica annualmente anche oltre la data del 30 giugno (Esami di Stato, Corsi di recupero dei debiti….), appare verosimile la scelta di numerosi docenti di concludere Corsi di Formazione anche in periodi successivi a tale data. Risulta inoltre discriminante che tale termine ultimo e perentorio non sia stato previsto invece per le certificazioni informatiche, linguistiche, etc… creando un’evidente disparità di trattamento tra le diverse tipologie di formazione.

6) Nelle Indicazioni mancano istruzioni per l’azione di coordinamento che dovrebbe competere agli uffici Regionali o territoriali sia nella prima fase della procedura che l’azione diretta dei Dirigenti Scolastici e che andrebbe regolamentata per ciascun ambito e per ciascun grado di scuola con l’indicazione del termine ultimo unico per la pubblicazione dell’avviso e l’accettazione da parte degli interessati, sia nella fase residuale dei posti rimasti vacanti dopo le chiamate dirette. Sarebbe opportuno che tali istruzioni fossero conosciute preventivamente dai Dirigenti Scolastici.

7) Per quanto riguarda l’invio della candidatura via mail, si osserva come la scelta di tale mezzo rischia di bloccare il sistema, come avvenuto in altre occasioni, lasciando spazi all’apertura del contenzioso con gravi danni per l’Amministrazione. Forse soluzione più funzionale e ragionevole sarebbe quella di demandare l’intera procedura alla gestione tramite piattaforma Polis -Istanze On-line.

8) Pur ritenendo di grande innovazione e snellimento delle procedure il ricorso al colloquio in remoto, emerge l’evidente impraticabilità e inefficacia della soluzione proposta, in considerazione del fatto che tale modalità non consentirebbe il reale scambio comunicativo tra il Dirigente e il candidato Docente, scambio che insieme al verbale presuppone la condivisione del paraverbale e della prossemica, assunto fondamentale della Teoria sulla Comunicazione, in coerenza col valore aggiunto che il colloquio è teso ad accertare.

9) Si chiedono chiarimenti e/o conferma rispetto al vincolo temporale di cui al c.80 art.1 L.107/2015 derivante dalla sottoscrizione di un Contratto triennale, con la conseguente impossibilità del Docente sottoscrittore alla partecipazione ad ulteriori e successive operazioni di mobilità (Assegnazioni provvisorie e Utilizzazioni).

Infine, si sottopongono alcuni quesiti al fine di garantire la massima correttezza nell’espletamento
della procedura da parte dei Dirigenti:

1) Su quale tipologia di posti dell’Organico dell’Autonomia si deve procedere con la chiamata  diretta? I posti di sostegno in deroga e gli spezzoni orari sono oggetto di chiamata diretta?

2) Nell’ipotesi in cui, in sede di assegnazione dell’Organico di potenziamento, sono destinati alle scuole docenti sulle medesime classi di concorso resesi libere dopo i trasferimenti, può il Dirigente procedere a un utilizzo di tali docenti di potenziamento su classi disponibili in organico di diritto? 3) Per quale tipologia di posti concorrono i docenti che chiedono l’assegnazione provvisoria e chi può accedere a questa fase?

Alla luce di quanto sopra evidenziato ed esposto, tenuto conto della brevità dei termini concessi e disponibili per il completamento delle procedure e il regolare avvio dell’anno scolastico, si ritiene di poter suggerire al MIUR di vagliare la possibilità di un differimento della messa in atto delle Indicazioni al prossimo anno scolastico, al fine di recepire e tener conto delle sollecitazioni da noi rappresentate. In tal caso, per l’anno 2016/17 sarebbero gli UU.SS.RR. competenti per territorio a  gestire l’intera procedura avvalendosi delle loro consolidata esperienza nel merito, anche a garanzia  dei Docenti.

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