Chiamata diretta. Cisl: titolarità su scuola va ripristinata per tutti i docenti, con incentivi per garantire la continuità

di redazione
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La cosiddetta “chiamata diretta” degli insegnanti ha mostrato – afferma la CISL Scuola – nella sua attuazione, tutti i limiti che erano facilmente prevedibili già in fase di discussione del disegno di legge e che la Cisl Scuola ha sempre denunciato; si tratta di una procedura inutilmente farraginosa, che comporta una grave penalizzazione per i docenti, esposti a una condizione di sistematica incertezza per quanto riguarda un aspetto fondamentale del rapporto di lavoro – la sede di servizio – senza che ne consegua, per l’efficacia e la qualità del servizio, alcun apprezzabile vantaggio.

Una considerazione che è addirittura lapalissiana – prosegue la CISL – se si guarda al sistema nel suo complesso, poiché la presunta “garanzia di miglior qualità” che la selezione operata direttamente dal dirigente offrirebbe a una singola scuola non può che avvenire a scapito di altre, costrette comunque a valersi di ciò che residua nel quadro delle complessive disponibilità.

Resta poi l’aspetto della pesantezza di una procedura che balza evidente anche oggi, pur trovandoci in una fase ancora iniziale di applicazione della norma, con un numero limitato di persone coinvolte (neoassunti e trasferiti su ambito), soprattutto grazie ai contratti integrativi sulla mobilità: nonostante questo, i dati relativi all’assegnazione della sede nell’anno scolastico in corso attestano che la sede è stata attribuita direttamente dal Dirigente solo nel 39% dei casi, mentre per il 61% si è fatto ricorso alla cosiddetta procedura surrogatoria (sede assegnata dagli Uffici Scolastici).

Per la Cisl Scuola – come indicato nell’Agenda delle priorità, e non solo – va ripristinata per tutti la titolarità su scuola, favorendo attraverso opportuni incentivi la continuità di permanenza nella stessa; definire modalità che consentano alle scuole di avvalersi di specifiche competenze professionali ritenute indispensabili nel piano dell’offerta formativa, anche utilizzando a tal fine gli strumenti previsti dal CCNL (collaborazioni plurime) o le opportunità che possono scaturire dalla costituzione di reti fra scuole.

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