Chiamata diretta. Avvisi, Bruschi: trasparenza e rispetto norme per evitare contenziosi

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L'ispettore del Miur Max Bruschi interviene ancora sulla chiamata diretta, al fine di fornire utili suggerimenti ai dirigenti scolastici per evitare che avvisi mal congegnati possano essere in futuro oggetto di contenzioso e per mantenere la procedura nell'alveo della legalità. 

L'ispettore del Miur Max Bruschi interviene ancora sulla chiamata diretta, al fine di fornire utili suggerimenti ai dirigenti scolastici per evitare che avvisi mal congegnati possano essere in futuro oggetto di contenzioso e per mantenere la procedura nell'alveo della legalità. 

Tre gli argomenti sui quali l'Ispettore ha focalizzato la propria attenzione: 1) organico dell'autonomia; criteri di scelta e requisiti dei docenti aspiranti all'incarico; 3) scelta finale dei docenti cui attribuire l'incarico.

Riguardo alla prima questione, che lo stesso aveva già affrontato e che abbiamo riferito in "Chiamata diretta. Avvisi, Bruschi: requisiti da richiedere, non bisogna distinguere tra posti comuni e di potenziamento. Il modello", Bruschi ribadisce che l'organico dell'autonomia è unitario e come tale va gestito. I dirigenti, che negli avvisi hanno distinto tra posti su cattedra e posti di potenziamento, hanno commesso un errore, in quanto non potranno, nell'arco dei tre anni, spostare il docente assunto su posto comune su posto di potenziamento e viceversa, senza incorrere in qualche contenzioso fondato sullo scontro tra "poteri dirigenziali e legittimo affidamento , visto che ho creato artatamente una situazione giuridica consequenziale a un mio comportamento e ho suscitato nel terzo un ragionevole affidamento in un determinato risultato".

Un contenzioso, secondo l'Ispettore, cercato e determinato da una condotta che va contro la normativa medesima, che non fa alcuna distinzione tra posti comuni e di potenziamento.

Quanto alla seconda tematica, Bruschi ribadisce che è obbligatorio indicare i criteri, meglio se declinati in requisiti, mentre rientra nella discrezionalità del DS l'ordine di preferenza e/o il numero dei medesimi, fermo restando che i criteri scelti devono essere obbligatoriamente coerenti con il PTOF: "In sostanza, le scelte devono essere adeguatamente MOTIVATE. E con adeguatamente motivate, va da sé che criteri troppo generici e avulsi da requisiti specifici, se da un lato ampliano i margini di discrezionalità nella scelta finale, rischiano di inficiarla alla radice, perché possono (possono: non è automatico) produrre un “difetto di motivazione” nella scelta tra più candidati. Prendiamo il caso delle TIC. Un criterio di scelta può essere il favorire docenti con competenze nelle TIC, non perché è di moda, ma perché il PTOF dell’Istituzione scolastica prevede un uso diffuso delle stesse, oppure la loro implementazione. Piuttosto che chiedere generiche “competenze informatiche”, sarebbe opportuno specificare quali, e chiedere dunque dei requisiti specifici. E’ vero che posso sempre restringere il campo nel colloquio, ma un conto avere l’esigenza di un docente ECDL, un conto avere un docente in grado di usare programmi di grafica o di progettazione, un conto un esperto nell’uso della LIM"

Riguardo al terzo e ultimo aspetto, Bruschi evidenzia la necessità di rendere esplicito il come avverrà la scelta, ossia su cosa si fonderà: "Sulla numerosità? Bene, ma è opportuno metterlo. Sulla priorità? Vedi sopra. Ma… in caso di parità “quantitativa”? Scelgo sulla base del colloquio? Scelgo sulla base del “punteggio” di mobilità? Sull’anzianità anagrafica o di servizio? Bene. Qualunque sia la scelta, occorre metterla. Perché in alcuni casi gli avvisi contengono solo i “criteri” tra virgolette, senza indicare (e si perdoni il bisticcio…) specificamente i criteri (senza virgolette: nel significato proprio) con cui la scelta finale sarà operata".

Le indicazioni, fornite dall'ispettore, vogliono ricordare ai dirigenti che tutta la procedura deve svolgersi in nome della trasparenza e del rispetto delle norme, senza sconfinare nell'eccesso di potere, come sembrano aver fatto alcuni dirigenti che, nel corso dei colloqui, si sono sbizzarriti, chiedendo alle insegnanti notizie su figli, gravidanze…, discriminando docenti beneficiari della legge 104/92 o chiedendo addirittura di sostenere una prova concorsuale davanti a un'apposita commissione.

Bruschi conclude affermando che ad eventuali errori si può sempre riparare, rettificando gli avvisi, quindi procedendo in autotela.

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