Chi valuta alunno con PEI ad obiettivi minimi. Docente di sostegno e curricolare lavorano insieme, nella stessa classe

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La figura del docente di sostegno ha da sempre originato libere e gratuite interpretazioni “ad personam” sul suo ruolo e funzione all’interno del contesto scolastico. È stato spesso evidenziato dalle stesse norme che l’insegnante di sostegno è corresponsabile e contitolare, della classe a cui è stato assegnato e che il suo supporto vada non solo all’alunno con disabilità ma a tutto il gruppo classe, al fine di facilitare l’integrazione di tutti gli alunni.

Sfatato il mito che l’alunno con disabilità sia esclusivamente l’alunno del docente di sostegno, all’interno dei consigli di classe, può accadere che si sviluppino delle dinamiche che generino una certa confusione sul processo di valutazione degli alunni con handicap.

La questione viene sollevata da una docente che scrive in redazione esponendo il seguente caso:

Scrivo per chiedere un confronto su una questione cruciale: la valutazione del ragazzo disabile e il ruolo del docente di sostegno in merito.
Insegno sostegno nella scuola secondaria di II grado in una classe con un ragazzo diversamente abile che segue una programmazione per obiettivi minimi. Nella stesura del PEI, nella parte relativa alla valutazione, è corretto inserire che la valutazione facendo riferimento al PEI, sarà effettuata dal docente curriculare in collaborazione con il docente di sostegno? Tra docenti con cui lavoro, c’è spesso discordanza: c’è chi sostiene che essendo la programmazione per obiettivi minimi, la valutazione delle verifiche spetti al solo docente curriculare sulla base del PEI, senza collaborazione con il docente di sostegno che segue il ragazzo.
La domanda è: in che misura, concretamente, il docente di sostegno, in quanto pienamente contitolare di cattedra, secondo la normativa, partecipa al processo di valutazione?

La valutazione degli alunni con disabilità

La mancata conoscenza dei riferimenti normativi dà adito ad interpretazioni sbagliate, proprio come nel caso sopra esposto.

Indicazioni normative vengono date dalla Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate del 5 febbraio 1992 ed entrata in vigore il 18 febbraio del 1992.

Tale legge all’ art. 16, comma 1 dispone che la valutazione degli alunni in situazione di handicap debba avvenire sulla base del Piano Educativo Individualizzato:

“Nella valutazione degli alunni handicappati da parte degli insegnanti è indicato, sulla base del piano educativo individualizzato, per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative e di sostegno siano state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline”

Quanto esplicitato, evidenzia che nella valutazione siano chiamati ad intervenire tutti gli insegnanti e lo stesso ministero riguardo agli alunni con disabilità, specifica quanto segue:

“L’alunno con disabilità è assegnato alla classe comune in cui si realizza il processo di integrazione. Pertanto la presa in carico e la responsabilità educativa dell’alunno con disabilità spettano a tutto il Consiglio di Classe, di cui fa parte il docente per le attività di sostegno. Non a caso, il DPR 970/1975 con cui è stata istituita giuridicamente tale figura professionale (poi meglio caratterizzata nella L. 517/77) lo definisce un insegnante “specialista”, dunque fornito di formazione specifica, che, insieme ai docenti curricolari, sulla base del Piano Educativo Individualizzato, definisce le modalità di integrazione dei singoli alunni con disabilità, partecipandovi attivamente”.

Appare chiaro che tutti gli insegnanti titolari della classe dell’alunno con disabilità siano corresponsabili dell’attuazione del PEI ed hanno quindi il compito di valutare i risultati dell’azione didattica-educativa.

Lo stesso decreto legislativo del 13 aprile 2017, N 62: Valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, sottolinea come la valutazione degli apprendimenti sia di esclusiva competenza dei docenti del consiglio di classe nella scuola secondaria, ovvero del team dei docenti nella scuola dell’infanzia e primaria e si svolge ai sensi della normativa vigente.

Il percorso di apprendimento dell’alunno con disabilità

È il PEI a tracciare il percorso didattico che lo studente dovrà seguire, specificando se si tratta di:

a. percorso ordinario, nel caso in cui l’alunno dovesse seguire la progettazione didattica della classe, e quindi ad esso si applicheranno gli stessi criteri di valutazione;
b. percorso personalizzato (con prove equipollenti), se rispetto alla progettazione didattica della classe sono applicate personalizzazioni in relazione agli obiettivi specifici di apprendimento e ai criteri di valutazione, in questo caso l’alunno con disabilità sarà valutato con verifiche identiche o equipollenti;
c. percorso differenziato, l’alunno con disabilità seguirà un percorso didattico differenziato, con verifiche non equipollenti.

Valutazione del PEI con obiettivi minimi

Chiarito che la valutazione degli alunni con disabilità spetti a tutto il consiglio di classe, è bene dire che nel caso di una programmazione con obiettivi minimi, i docenti delle singole discipline, indicheranno per la loro materia gli obiettivi minimi che l’alunno certificato, come tutti i suoi compagni, dovrà raggiungere.

Il consiglio di classe delibererà ad inizio anno scolastico che il Pei è globalmente riconducibile ai programmi ministeriali di quell’ordinamento di studi e quindi valido per il conseguimento del titolo di studio.

Durante le verifiche in itinere dell’alunno disabile, il confronto, avverrà sempre con il docente di sostegno, al fine di decidere se sia il caso di effettuare degli interventi di supporto al suo processo di apprendimento.

Alla fine dell’anno scolastico, in sede di scrutinio, il consiglio valuterà se gli obiettivi minimi sono stati raggiunti e se promuovere lo studente alla classe successiva.

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