Chi lavora “in trincea” capisce che è dai bisogni che si deve partire. Lettera al Ministro Valditara

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Inviata da Maria Grazia Boeri – Egregio Ministro dell’Istruzione e del Merito, sono, da venticinque anni, un’insegnante di scuola Primaria dell’I.C. di Torre del Lago. Da quindici anni mi occupo, come Funzione strumentale, del Piano dell’Offerta formativa, dell’autovalutazione, del Rapporto di Autovalutazione (Rav), del Piano di miglioramento (PM).

Le scrivo perché, dopo così tanti anni, mi sento profondamente disorientata dalle logiche che percepisco all’interno delle diverse dimensioni della scuola e le chiedo umilmente di aiutarmi a comprendere.

Chi lavora “in trincea”, tutti i giorni, sui banchi, chi guarda negli occhi quotidianamente bambini e genitori, chi ascolta storie e vicende, a volte di disagio e solitudine, chi è stato accanto ai bambini durante la DAD e la DDI, percependo la sofferenza di coloro che ha davanti, chi respira gioie e dolori e condivide tutti i giorni con le sue classi le proprie emozioni, capisce che è dai bisogni che si deve partire. E gli viene spontaneo, diretto, automatico.

Chi lavora “in trincea” si sente parte di un’istituzione che ha, come fine, anche quello recitato nell’art 3, comma 2 della Costituzione “rimuovere gli ostacoli … allo sviluppo della persona umana e all’effettiva partecipazione….”.

Ben venga il PTOF, che partendo dai bisogni rende responsabile un Istituto di programmare un’offerta rispondente; ben venga l’Autovalutazione di Istituto che monitora i risultati e la situazione…. Ben venga la responsabilità di progettare per avere risorse. Pur nell’avvicendamento di Dirigenti che impiegano anni prima di comprendere appieno le caratteristiche degli Istituti, pur nell’avvicendamento dei docenti e del personale che necessita di tempo per comprendere le caratteristiche degli alunni, pur in mezzo a grossissime difficoltà organizzative , pur con il dispiegamento di energie necessarie a far fronte a situazioni complesse dal punto di vista socio-economico di certi territori di confine, ci si rimbocca le maniche e si cerca
di fare il meglio.

Ma poi …. La doccia fredda. In Versilia le maggiori conseguenze di un’applicazione pedissequa di vecchie normative sui numeri degli alunni per classe. Tagli di classi di indirizzo musicale, tagli di sezioni di scuola dell’infanzia…..
Parallelamente la scuola deve impiegare un “mare” di energie per poter ottimizzare le risorse contro il disagio e la dispersione scolastica che vengono dal PNRR……
Qualcosa mi sfugge…..

Da una parte si taglia per risparmiare risorse, dall’altra si danno risorse per rimediare al disagio.
Ma in una classe di 29 alunni come è possibile prevenire il disagio, identificare precocemente i Dsa e i BES, individualizzare l’insegnamento, renderlo attivo a supporto della sfera motivazionale?…… E’ chiaro che si creeranno , giocoforza, più situazioni difficili nel futuro.

Ma allora perché non prevenire? Evitiamo le classi pollaio, evitiamo di levare a gruppi di alunni un indirizzo come quello musicale che in contesti come quello di Torre del Lago Puccini è fondamentale.

Offrire più prospettive di crescita all’interno dell’esperienza scolastica E’ PREVENZIONE DEL DISAGIO. Perché quando il DISAGIO GIOVANILE è consolidato è molto più difficile da combattere. Perché il Disagio di oggi ha radici in anni addietro, come quelli della Pandemia. Le risorse del PNRR non arriveranno a combattere il disagio che avremo tra 3, 4, 5 anni quando le conseguenze negative di percorsi difficili verranno al pettine. E non voglio neanche pensare che la logica che guida la formazione delle generazioni future abbia l’orizzonte di una legislatura…

Se è la logica dei meri numeri, fuori dal contesto territoriale (un conto sono 18 alunni in un quartiere molto popoloso di una grande città, un conto sono 18 alunni in frazioni a 10 km dal Comune principale e spesso senza il servizio Scuolabus…perché in Italia esiste anche questo….), dicevo se è la logica dei meri numeri che si deve applicare per motivi che non sono noti a chi non è nelle segrete stanze, allora è necessario essere coerenti e abolire il Piano dell’Offerta Formativa, l’autovalutazione, il Piano di Miglioramento perché è inutile che le scuole Progettino ma poi non possano realizzare alcunché a causa dei tagli della burocrazia centralizzata. Mantenere PTOF, RAV, PM sarebbe mera ipocrisia.

Il PTOF, il PM questi sì, questi sono pensati per far crescere in modo armonico le generazioni future, la logica
dei tagli non credo…
Certa di un suo chiarimento sulle logiche sottese a questi eventi La saluto cordialmente

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