Chi investe di più in istruzione? Il Sud: Puglia 7,2%, Lombardia 2,5%. Italia al di sotto della media europea

di redazione
ipsef

red – I dati sono forniti dall’Istat nel suo "Noi Italia". Tra le voci prese in cosniderazione, la spesa pubblica (Nazionale e Regionale) per consumi finali per l’istruzione e la formazione.

red – I dati sono forniti dall’Istat nel suo "Noi Italia". Tra le voci prese in cosniderazione, la spesa pubblica (Nazionale e Regionale) per consumi finali per l’istruzione e la formazione.

Nel complesso l’incidenza della spesa per consumi finali in istruzione e formazione in rapporto al Pil nel 2011 è inferiore a quella del 2007 in tutte le regioni ad eccezione della Valle d’Aosta e della provincia autonoma di Bolzano.

Per le politiche a sostegno dell’apprendimento della popolazione e dell’aumento delle conoscenze, le regioni italiane mostrano comportamenti distanti tra loro: le regioni del Mezzogiorno, caratterizzate da una maggiore presenza di popolazione in età scolare, sono quelle che investono relativamente di più in questo settore, con una quota media dell’area pari al 6,4 per cento del Pil.

Nelle altre ripartizioni, la spesa in istruzione e formazione in rapporto al Pil è decisamente più bassa; nel Centro-Nord resta ferma appena al di sotto del 3 per cento.

Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e Puglia sono le regioni dove l’incidenza della spesa pubblica in istruzione e formazione è risultata più elevata (tra il 6,1 e il 7,2 per cento del Pil nel 2011).

Tra le aree del Centro-Nord, la Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e di Bolzano mostrano valori superiori rispetto all’ambito geografico di appartenenza: la spesa per istruzione della regione Valle d’Aosta è pari al 5,0 per cento del Pil mentre Trento e Bolzano presentano valori pari rispettivamente al 4,7 e al 4,8 per cento del Pil.

Le spese più basse sono quelle di Lombardia (2,5 per cento), Emilia-Romagna (2,6 per cento), Veneto (2,7 per cento), Friuli-Venezia Giulia (2,9 per cento), Liguria (3,0 per cento) e Piemonte (3,1 per cento).

Tra il 2007 e il 2011, la spesa pubblica dedicata ad istruzione e formazione è scesa in tutte le ripartizioni geografiche: di 0,6 punti percentuali nel Mezzogiorno e di un decimo di punto percentuale nelle altre aree.

Solo Valle d’Aosta (+0,2 punti percentuali) e provincia autonoma di Bolzano (+0,1 punti percentuali) presentano aumenti nelle incidenze mentre la Calabria, nello stesso periodo, ha perso 0,8 punti percentuali di spesa per consumi finali in istruzione e formazione in rapporto al Pil.

Se, invece, si guarda agli investimenti facendo un confronto con gli altri paesi europei, l’Italia si trova al quintultimo posto, seguito da Grecia, Romania Slovacchia e Bulgaria, con un 4,2% del PIL. In testa la Danimarca con quasi l’7,8% e ben lontani anche dalla media europea del 5,3%. I dati si riferiscono al 2011.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief voglioinsegnare