Chi è stato assunto lontano da casa non può spostarsi per 5 anni, Anief: è assurdo, ancora di più in tempo di Covid

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Comunicato Anief – In un periodo difficile, come quello che stiamo vivendo per via dell’emergenza epidemiologica, lo Stato deve fare di tutto per evitare che i cittadini viaggino: nel caso vi siano disponibilità di posti di lavoro, è nell’interesse del Paese fare in modo che dei dipendenti pubblici possano essere professionalmente collocati vicini agli affetti e alla famiglia.

Invece nella scuola si sta procedendo con regole che violano questo principio che sta anche alla base delle regole a tutela della sicurezza di tutti. Nella scuola questa contraddizione si deve al vincolo di cinque anni cui devono sottostare migliaia di neo assunti, anche in presenza di posti vacanti e disponibili. Proprio per armonizzare il diritto al lavoro con quello alla famiglia, il leader dell’Anief Marcello Pacifico, durante l’incontro dei sindacati rappresentativi con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha chiesto di eliminare tale blocco quinquennale ai trasferimenti, introdotto prima della pandemia, con la legge 20 dicembre 2019 e in precedenza con la legge 106/2011, ma poi abrogato con la L. 128 del 2013: l’operazione sarebbe possibile da subito, inserendo la norma nella prossima Legge di Bilancio.

A colloquio con la ministra dell’Istruzione, affrontando i problemi di gestione dell’emergenza Covid19 in ambito scolastico, il presidente del giovane sindacato Marcello Pacifico si è soffermato “sulle limitazioni alle libertà di movimento personale e delle circostanze di emergenza e difficoltà per le famiglie: vanno tenute necessariamente in debita considerazione e per questo – ha spiegato il sindacalista – occorre favorire il ricongiungimento familiare dei lavoratori assunti. Ma anche agevolare il rientro dei docenti “ingabbiati” per via dei contorti e poco trasparenti meccanismi di reclutamento nazionale operati attraverso l’algoritmo di assegnazione predisposto negli anni precedenti”.

Il leader del sindacato rappresentativo Anief ha quindi evidenziato che “il blocco di 5 anni della mobilità in passato è stato inserito per due anni e dal 2019 è stato di nuovo introdotto. Ora, però, alla luce della particolare situazione a rischio contagio, si tratta di un blocco imposto in un momento in cui l’Italia” ha difficoltà a far viaggiare i suoi cittadini, ancora di più per spostamenti impegnativi. I lavoratori, in questo modo, “non possono ricongiungersi alla famiglia” e diventa importante che questo limite “nella prossima Legge di Bilancio possa essere cancellato”.

Le proposte del sindacato Anief sono state tradotte in una memoria comprendente 15 temi essenziali da affrontare per far ripartire l’intero Paese: il documento completo è stato consegnato ai vertici del ministero dell’Istruzione al termine dell’incontro tenuto con la ministra Lucia Azzolina.

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