“Chi è in attesa del tampone può andare a scuola”: docenti e studenti in agitazione nelle Marche

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C’è grande agitazione tra gli studenti e il personale scolastico nelle Marche. Il motivo è una circolare firmata dal direttore generale dell’USR Marche, Ugo Filisetti che, come già accade nell’Emilia Romagna, dà la possibilità agli alunni e ai docenti non in quarantena, ma in attesa, di tampone, di poter andare in classe.

Nel documento Filisetti specifica che “l’autorità sanitaria raccomanda tuttavia in questi casi l’uso rigoroso della mascherina da parte del soggetto interessato”.

Il provvedimento è arrivato successivamente al Tavolo regionale per la sicurezza convocato ad Ancona, in cui è si è anche stabilito che l’individuazione delle classi, degli studenti o del personale scolastico ai quali non è consentita la presenza presso la sede scolastica, in particolare per la loro messa in quarantena, e la determinazione della durata, spetta all’autorità sanitaria competente per territorio.

Analogamente la sospensione dell’attività didattica in presenza o la chiusura delle sedi scolastiche è disposta dalle autorità a cui è attribuita istituzionalmente la competenza esclusiva in materia, ferma restando la gestione delle situazioni indifferibili e urgenti.

Le comunicazioni riguardanti la messa in quarantena e la relativa durata della stessa possono inoltre essere effettuate via telefono, stante il sovraccarico lavorativo dei Dipartimenti di prevenzione, che comunque provvederanno alla successiva formalizzazione nel più breve tempo possibile.

Dopo un confronto diretto con l’ASUR si è stabilito che la richiesta del tampone  non comporta limitazioni come per la persona posta in quarantena. Pertanto per il personale scolastico e gli studenti che non siano in quarantena, ma in attesa del tampone, non è pregiudicata la presenza a scuola. L’autorità sanitaria raccomanda tuttavia in questi casi l’uso rigoroso della mascherina da parte del soggetto interessato.

Divampa la polemica e molti studenti hanno preferito rimanere a casa e non andare a scuola. I rappresentanti studenteschi chiedono a gran voce la didattica a distanza e minacciano di prolungare lo sciopero in corso.

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