Che senso ha il commissario di fisica esterno e quello di matematica interno agli esami del liceo scientifico? Lettera

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Carissimo direttore, ma che senso ha la scelta di mettere nell’esame di stato del liceo scientifico l’insegnante di matematica come membro interno e quello di fisica come membro esterno?

Con la conseguenza che una disciplina verrà eliminata a scelta tra storia/filosofia, storia dell’arte, scienze e scienze motorie!

Io sinceramente non capisco la necessità di due commissari, uno di matematica e uno di fisica, quando al liceo scientifico tutti lo sanno che un insegnante deve essere abilitato sia in matematica sia in fisica per insegnare nel triennio, e questo porta solitamente ad avere un insegnante solo nelle due materie. Invece il ministero ha voluto dividere le due discipline, senza che chi vive dentro la scuola ne possa capire la ragione.

Penso che questa sia l’ennesima dimostrazione della distanza che l’istituzione scuola ha con la scuola reale, ma noi che la scuola la viviamo giorno dopo giorno sapremo affrontare anche queste contraddizioni per andare al cuore della questione degli esami di stato che dovrebbe essere sempre di più un momento di verifica delle capacità sintetiche degli studenti.

Sarebbe ora che gli esami non abbiano più il peso disciplinare, perchè questo porta inevitabilmente a deviare dallo scopo degli esami stessi e chiede agli studenti e alle studentesse uno sforzo analitico immane, il che non è più coerente con un esame moderno che dovrebbe invece saper valorizzare la capacità di rielaborazione personale dei contenuti. Questo si richiede ad un esame moderno, di mettere ogni studente nelle condizioni di poter dimostrare le sue conoscenze e di saperle utilizzare. Invece con questi giochetti come quello di inventarsi due insegnanti, uno di matematica e uno di fisica, invece del ragionevole uno che avrebbe dovuto essere non si fa altro che creare problemi inutili, quando sarebbe stato più semplice procedere come al solito e chiedere agli insegnanti di finirla una volta per tutte con un esame nozionistico per mettere finalmente in campo un esame che sappia intercettare e valorizzare la capacità di personalizzare le conoscenze di studenti e di studentesse.

E’ per il Ministero l’ennesima occasione mancata, ma per noi che la scuola la viviamo sarà una occasione che sfrutteremo al massimo e con uno scopo, la ricerca dell’umano!

Gianni Mereghetti
Insegnante

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