“Che ne sarà della dignità degli insegnanti con il nuovo piano scuola 4.0?” Susanna Tamaro scettica sulla riforma del Pnrr

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“Che ne sarà della dignità degli insegnanti, già ampiamente bistrattati? Arrancheranno di corso in corso, di aggiornamento in aggiornamento per ottenere l’agognata promozione? E quale sarà il destino degli allievi, spinti fin dall’asilo a una deriva virtuale che li renderà sempre più estranei a loro stessi e alla realtà fisica del mondo che li circonda?”

Se lo chiede la scrittrice Susanna Tamaro nel suo articolo su Il Corriere della Sera, in cui riflette sul piano scuola 4.0, uno degli obiettivi del PNRR già approvati lo scorso giugno.

L’obiettivo del Next Generation Classrooms è quello di adattare centomila aule di primo e secondo grado alla progettazione di nuovi «ecosistemi di apprendimento» che dovranno avvalersi «delle pedagogie innovative quali apprendimento ibrido, pensiero computazionale, apprendimento esperienziale, insegnamento delle multiliteracies e debate, gamification». E qui mi fermo. Questa selva di termini a me sconosciuti nella loro funzione reale mi mette una certa angoscia anche perché, dato che scrivo libri per bambini da trent’anni e ho molti amici insegnanti, conosco abbastanza bene la situazione della scuola italiana“.

Come ben sappiamo, prosegue Tamaro, la situazione dell’edilizia scolastica in Italia è perlopiù catastrofica. Edifici vecchi o costruiti con materiali scadenti, privi di sistemi di areazione, arredi obsoleti, una classe di insegnanti di età piuttosto avanzata. Docenti che, oltre ad aver ormai perduto il rispetto sociale che un tempo veniva loro tributato, sono anche sommersi da una vergognosa mole di burocrazia da parte dello Stato. Mole che, nel tempo, è diventata un blob incontrollabile grazie all’assurda riforma che ha trasformato la scuola in azienda; ogni istituto infatti deve proporre un Pof (Piano dell’offerta formativa) più attrattivo possibile perché il Pof del vicino è sempre più verde”.

La scrittrice osserva: “Muovere le mani per fare qualcosa è molto diverso dal muovere i polpastrelli su uno schermo. Questa sorta di cecità cerebrale, nella quale con totale inconsapevolezza stiamo spingendo i cuccioli della nostra specie, a cosa serve se non a farne dei perfetti schiavi digitali del futuro?

Secondo Susanna Tamaro “le possibilità che ci offre la tecnologia avanzata sono straordinarie e io ne ho una piena ammirazione, ma sono altrettanto consapevole che imporle fin dalla prima infanzia come via maestra dell’apprendimento sia deleterio. Molti genitori, infatti, incominciano ad accorgersene, e per questo si vedono nascere sempre più frequentemente — ce n’è una persino nel piccolo paese in cui vivo — delle «scuole parentali». Sono piccole realtà nate non dal ghiribizzo di qualche pedagogo d’avanguardia ma dal buonsenso di padri e madri consapevoli dei danni che questo sistema provoca all’intelligenza e all’umanità dei loro figli”.

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