Che cos’è la matematica? Lettera

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inviata da Lorenzo Picunio – Lo zero arriva con gli arabi, nel tardo medioevo, e rispetto alla numerazione romana pone una questione importante: il nulla è una quantità? Può esistere un segno numerico dell’assenza di quantità?

Altra questione, anch’essa al limite dell’epistemologia: il punto non ha dimensioni? E la linea ne ha solo una? E la superficie solo due?
Come si traccia una linea che non ha spessore, un punto che non è un – seppur minuscolo – cerchietto, una superficie priva di spessore?
 Si trova anche su YouTube uno splendido cartone animato, che anche una classe seconda di scuola primaria apprezza: “Paperino nel mondo della matemagica”. Quel cartone parla di arte, di sezione aurea, di moto dei corpi celesti …
Eppure: se chiediamo ad un campione di italiani cos’è la matematica arriveranno molte risposte legate al commercio, alla tenuta dei conti, a pesi e misure, alla partita doppia. Cose importanti, che è bene conoscere, ma che non sono l’unica essenza della matematica. Lo stesso vale per la geometria che non è solo misure di superficie.
La matematica è un linguaggio della conoscenza, oltre che della realtà. È una chiave dell’intercultura, perché supera la barriera delle lingue (pur dando loro valore) ma anche della democrazia (si pensi alla statistica, che misura in tempo reale la speranza di vita, l’inquinamento, il grado di istruzione, le opinioni delle persone). È la porta di accesso a tutte le scienze, ed anche alle tecnologie, queste ultime vissute come attori e non come acritici spettatori. Le une e le altre sono fatte di quantità- e quindi numeri – e il numero è quindi la chiave più potente per capirle, carpirle e saperle utilizzare.
Formule, strategie aritmetiche, calcolo mentale e scritto sono aiuti importanti perché velocizzano i processi.  È il problem solving, oltre che un utile lavoro di italiano, è ginnastica del pensiero, che fa bene alla mente.  E  la geometria è una chiave della geografia (con Google Maps o senza: quanto bello è disegnare a mano libera le cartine, dei luoghi veri ma anche di quelli fantastici?). E la geografia, ovvio, ci conduce dritti alla storia.

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