ChatGPT a scuola, un preside lo ha utilizzato per redigere circolari. Giannelli (ANP): “È uno strumento che va utilizzato per trarne vantaggio”

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Qual è il futuro di ChatGPT e dell’Intelligenza Artificiale (IA) a scuola? Secondo quanto segnala Il Fatto Quotidiano di un dirigente di una scuola veneta, con un solido background in fisica e ingegneria aerospaziale, che ha sperimentato l’utilizzo di ChatGPT per redigere circolari.

Tuttavia, ha sollevato alcune preoccupazioni: “ChatGPT non è un oracolo e richiede una programmazione. In classe, potrebbe sostituirsi al pensiero critico dei ragazzi. Mentre un adulto può utilizzarla con consapevolezza, un ragazzo di 14 anni potrebbe abusarne per scrivere un tema. I docenti devono essere pronti a gestire questo strumento”.

Da un altro fronte, Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, vede con favore l’evoluzione portata dall’IA: “È uno strumento che va utilizzato per trarne vantaggio. La scuola tradizionale diventa sempre più impraticabile e necessita di cambiamenti. ChatGPT conferma che alcuni approcci didattici sono obsoleti. È difficile cambiare, ma è fondamentale per evolvere. Nonostante le nostre scuole siano indietro rispetto ad altre, non sono le peggiori. Occorre un’ampia formazione, c’è un’emergenza educativa sugli apprendimenti.”

Sebbene la rivoluzione di ChatGPT e dell’IA nell’educazione sia all’orizzonte, il dibattito sul loro ruolo nell’ambito scolastico è appena iniziato.

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