CGIL. Le scuole non devono più pagare i ricorsi vinti dal personale della scuola, tocca alle RTS

di Giulia Boffa
ipsef

GB – La Cgil ha pubblicato un comunicato riguardo alla nota del 4 luglio 2013, che chiarisce che a  pagare l’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali relativi al personale della scuola con partita di spesa fissa e aventi efficacia esecutiva debbono essere le RTS (Ragionerie Territoriali dello Stato).

GB – La Cgil ha pubblicato un comunicato riguardo alla nota del 4 luglio 2013, che chiarisce che a  pagare l’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali relativi al personale della scuola con partita di spesa fissa e aventi efficacia esecutiva debbono essere le RTS (Ragionerie Territoriali dello Stato).

Il comunicato

La nota 4494 del 4 luglio 2013 indirizzata ai Direttori Generali Regionali ed agli Uffici del MEF chiarisce che a pagare l’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali relativi al personale della scuola con partita di spesa fissa e aventi efficacia esecutiva debbono essere le RTS (Ragionerie Territoriali dello Stato).

Si tratta di un risultato positivo della nostra iniziativa sul MIUR per liberare le scuole dagli effetti disastrosi dei contenziosi che riguardano i diritti retributivi dei lavoratori. I lavoratori, oltre a dover andare dal giudice per vedersi riconosciuti diritti contrattuali violati per interpretazioni sbagliate e per invasioni illegittime sui contratti vigenti, hanno dovuto subire ritardi e difficoltà ingiusti. I dirigenti, i direttori dei servizi e le segreterie delle scuole hanno dovuto gestire, da soli, la difesa dell’amministrazione e complessi procedimenti di calcolo e di liquidazione. Le scuole hanno subito un iniquo impoverimento delle già scarse risorse finanziarie che noi continueremo ad insistere che siano restituite alle scuole.

La nota dell’11 marzo 2013, allegata alla nota 4494, evidenziava che si è in presenza di “migliaia di provvedimenti giurisdizionali in materia di personale che annualmente vedono la nostra Amministrazione quale parte soccombente”. Si tratta di una massa enorme di contenziosi, conseguenza degli interventi unilaterali dell’Amministrazione e delle interpretazioni restrittive del MEF, che deve cessare.

Una maggior disponibilità dell’Amministrazione confrontarsi con le Organizzazioni Sindacali avrebbe potuto ridurre difficoltà e problemi. Continuiamo a rivendicare che sulle materie contrattuali l’Amministrazione non deve assumere iniziative unilaterali senza l’accordo delle  parti che hanno sottoscritto i contratti di lavoro.

Il diverso rapporto avviato dal MIUR con i sindacati dopo la Conferenza del 3 giugno 2013, con l’apertura di tavoli di confronto sulle problematiche finanziarie delle scuole, può dare ulteriori risultati positivi.

Continueremo il nostro impegno per garantire il rispetto dei contratti di lavoro e liberare le scuole da carichi di lavoro ingiusti ed insostenibili.

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