Cesena, abolizione retta scolastica non piace a opposizione: Favorisce i ricchi

di redazione
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L’abolizione della retta scolastica, a Cesena, ha trovato l’ostacolo dell’opposizione.

Il progetto presentato dall’Assessora ai Servizi Sociali, Carmelina Labruzzo, è stato contestato in Consiglio comunale dagli esponenti della lista civica Cambiamo. Motivo: sono un regalo alle classi più ricche.

Il valore dell’educazione scolastica – ha spiegato Andrea Rossi della lista civica Cambiamo – è un concetto trasversale che non può avere alcun colore politico. Per questo, mettere in discussione l’applicazione della (presunta) gratuità per le rette, non significa non riconoscere il valore assoluto dell’educazione scolastica, ma significa semmai voler mettere in risalto che, ancora una volta, pur partendo da premesse condivisibili, questa giunta ha partorito l’ennesimo provvedimento sbagliato“.

Secondo il consigliere, l’iniziativa sarebbe soltanto uno spot elettorale del Sindaco, visto che se fosse messa in pratica costerebbe al Comune oltre 800mila euro annui. Inoltre non si potrebbe parlare in ogni caso di gratuità, perché nel provvedimento non sono stati inseriti i buoni pasto, quindi “la gratuità – ha spiegato ancora Rossi a Cesena Todaynon è totale perché le famiglie cesenati pagheranno comunque ogni mese, a seconda della fascia ISEE di appartenenza, tra le 50 e le 100 euro“.

Ha poi aggiunto: “Noi vorremmo che si ragionasse in maniera più organica sulla qualità dei servizi scolastici che, con 800 mila euro all’anno, potrebbero essere molto migliorati, magari investendo in nuove professionalità per l’allungamento dei tempi di fruizione o nell’acquisto di nuovi materiali e di nuove strumentazioni digitali. Con quella cifra – ha concluso Rossi – si potrebbero ad esempio finanziare progetti didattici di inclusione scolastica per arrivare ad una maggiore integrazione fra bambini di etnie diverse. Insomma, per tutte queste ragioni, per noi si poteva fare molto meglio di così“.

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