Certificazione DSA: non è una scusa per essere promossi, ma garantisce diritto allo studio! Lettera

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Gentile Redazione di OrizzonteScuola, sono esterrefatto dalle dichiarazioni del signor Bocola. La libertà di espressione non dovrebbe mai essere confusa con la libertà di offesa e umiliazione verso tutti quegli studenti e adulti che sono DSA, DVA o in una condizione di svantaggio economico, sociale, culturale o linguistico.

Sono un insegnante di scuola primaria, diagnosticato tardivamente come DSA, e non perchè una volta non esistevano queste caratteristiche, ma perchè non c’era ancora la consapevolezza delle motivazioni neurologiche del funzionamento del cervello di una persona DSA. E come molto genitori di trent’anni fa, anche i miei non avevo ritenuto che il mio modo di apprendere richiedesse delle strategie diverse da quelle impartite a tutti indistintamente: ero solo pigro! I miei ricordi di studente, frustrato e affaticato da ore e ore di studio a casa, con scarsissimi risultati, raccontano di un percorso di studio e di apprendimento faticoso; ed sono arrivato alla laurea senza che nessuno riconoscesse l’enorme fatica che compievo in solitudine per raggiungere gli stessi risultati degli altri. E quando sono stato diagnosticato all’ormai età di 26 anni: riconobbero che ero dislessico, disortografico, disgrafico e discalculeo compensato, cioè avevo dovuto inventarmi moltissime strategie negli anni per compensare le mie difficoltà.

Da meno di un anno, sono volontario presso l’AID e ritrovo ragazzi che stanno vivendo le mie stesse difficoltà, e mi commuove il fatto che loro possano trovare dalla mia esperienza e dagli strumenti attualmente disponibili un supporto e un incoraggiamento per potercela fare, per non sentirsi da meno dei loro compagni e frustrati dalle ore sui libri senza un corrispettivo riscontro.

Perchè i ragazzi con DSA vivono una profonda frustrazione: quella di avere un’intelligenza, a volte superiore alla media, ma rendersi conto di non riuscire dove altri riescono senza troppa fatica. Mentre loro devo assai faticare per ottenere gli stessi risultati.

Ora, vengo ad alcune affermazioni a mio giudizio aberranti esposte come libera OFFESA dal signor Bocola.

Innanzitutto la sua tesi di fondo non sta in piedi perchè la certificazione di un DSA è fatta secondo parametri molto precisi e restrittivi; pertanto, si devono verificare alcune precise condizioni: una fra tutte la forte discrepanza fra il QI e le prestazioni scolastiche. Inoltre, le UONPIA (e non le ALS!!! – di cui non credo neppure sappia la differenza) hanno da qualche anno, su indicazioni sia del MIUR sia del MS, ulteriormente ridefinito i parametri per il rilascio di certificazioni mediche.

Inoltre, il signor Bocola adopera indistintamente l’acronimo BES e DSA come se fossero la stessa cosa. La normativa, se solo si fosse informato meglio prima di esprimere non opinioni ma falsità, definisce BES tutti gli studenti con bisogni educativi speciali, cioè DVA, DSA, alunni in condizioni socio-economiche di svantaggio, alunni che non conoscono l’italiano, …: tutti quelli che hanno bisogno che la didattica tenga conto del loro punto di partenza, che rispetti quali siano le loro condizioni iniziali e che si attivi affinché possa assicurare e garantire loro le stesse opportunità formative che vengono offerte agli altri.

Pertanto, la Legge 170/10 e la Dir Ministeriale del 27/12/2012 sui BES hanno lo scopo di garantire il diritto all’istruzione e non trovare un “escamotage” per la “facile promozione”.

Se ci sono alcuni genitori che hanno ragionato come Lei ritiene che lo facciano tutti, dica nomi e cognomi. Generalizzare alcuni casi è un’operazione in mala fede che non Le consente di capire la differenza fra chi ha bisogno di aiuto e chi no. E se Lei fosse un insegnante sarebbe assai grave: non essere in grado di capire quando lo studente, nonostante gli sforzi, non riesce. E’ compito di un insegnante modificare la propria didattica affinché tutti possa riuscire, perché quelli che Lei chiama “bravi” non lo siano perché geneticamente predisposti, ma perché hanno avuto ottimi insegnanti che hanno fatto il loro dovere!!!

Secondariamente, elenco di seguito affermazioni, che non possono essere considerate opinioni, ma semplicemente FALSE INFORMAZIONI di chi parla e si esprime senza neppure conoscere a fondo la materia. Su quali dati e fatti ha basato tali affermazioni?

1. “Con un disturbo specifico dell’Apprendimento il sei in pagella scatta automaticamente e viene promosso”
2. “Quando a scuola un alunno rischia seriamente la bocciatura, invece di fargli ripetere l’anno (come avveniva un tempo) si preferisce concedergli un BES o un DSA”
3. “Un tempo quasi tutti gli alunni sapevano leggere, scrivere e far di conto”
4. “Un tempo tutte queste patologie non esistevano.”
5. “I genitori possono dormire sonni tranquilli perché il loro figlio non corre alcun rischio per la ripetenza”
6. “Ora ci sono i “paracadute” per cui basta far finta di studiare e si viene promossi.”

Se Lei fosse un insegnante, Le consiglio di cambiare mestiere, perché i suoi studenti non sanno che farsene di una persona piena di pregiudizi e poco incline a “lavorare per e con loro”.

Marco Marzano, DSA, insegnante d’italiano e inglese

Questa lettera non esprime il punto di vista della redazione, ma dell’autore della medesima.

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