Certificazione competenze primo ciclo, modalità e strumenti di valutazione

di Nino Sabella
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Il Miur, come riferito, ha pubblicato le Linee Guida per la certificazione delle competenze degli studenti al termine della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. 

Certificazione competenze, come si compilano: ecco le linee guida del Ministero

La redazione di nuove Linee Guida, finalizzate a fornire apposite indicazioni alle scuole, si è resa necessaria in seguito alle novità introdotte dal D.lvo n. 62/ 2017 e dai decreti ministeriali attuativi n. 741 e n. 742/2017: il primo è dedicato agli esami di Stato; il secondo licenzia i modelli nazionali per la scuola primaria e secondaria di primo grado.

Sintetizziamo in questa scheda le modalità di valutazione e certificazione delle competenze e gli strumenti a tal fine necessari.

PREMESSA

La valutazione e la certificazione delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione si legano strettamente alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, i cui traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento vengono esplicitati, declinati e contestualizzati nel Curricolo di ciascuna Scuola.

Nelle Linee Guida si evidenzia che l’elemento qualificante delle Indicazioni nazionali è il Profilo dello studente, in cui si indicano le competenze che si auspica l’alunno abbia maturato al termine del primo ciclo di istruzione. 

Le competenze indicate nel Profilo sono presenti nel modello di certificazione da rilasciare al termine della scuola primaria e secondaria di primo grado.

VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE

La competenza, leggiamo nel Linee Guida, si presenta come un costrutto sintetico, nel quale confluiscono diversi contenuti di apprendimento – formale, non formale ed informale – insieme a una varietà di fattori individuali che attribuiscono alla competenza un carattere squisitamente personale.

E’ compito dei docenti monitorare il grado di maturazione delle competenze dell’alunno, al fine di valorizzarle e favorirne lo sviluppo.

La valutazione delle competenze, ai fini della certificazione, deve essere adeguata insieme alle altre due dimensioni sostanziali dell’insegnamento: progettazione e attività didattica in classe.

La progettazione deve avere come punto di partenza i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento indicati per ciascuna disciplina.

L’azione didattica deve prevedere contenuti non solo disciplinari ma anche e soprattutto trasversali che, a loro volta, devono essere oggetto di un’azione di ristrutturazione continua da parte degli alunni. A tal fine, risultano efficaci modalità di apprendimento cooperativo e laboratoriale, capaci di trasformare la classe in una piccola comunità di apprendimento. L’apprendimento situato e distribuito, collocato cioè in un contesto il più possibile reale e articolato in diversi elementi di comunicazione (materiali cartacei, virtuali, compagni, insegnante, contesti esterni e interni alla scuola, ecc.), si configura come la modalità più efficace per l’acquisizione/sviluppo delle competenze.

La valutazione delle competenze, considerata la complessità dell’oggetto da valutare, si configura come un processo di valutazione complesso, che non si limita ad un momento circoscritto ma si prolunga nel tempo, attraverso una sistematica osservazione degli alunni in situazione.

STRUMENTI DI VALUTAZIONE

La valutazione delle competenze si effettua tramite lo svolgimento di compiti di realtà (prove autentiche, prove esperte, ecc.), osservazioni sistematiche e autobiografie cognitive.

Le prove di realtà consistono nella richiesta di risolvere situazioni problematiche, nuove e vicine al mondo reale. A tal fine, lo studente deve utilizzare conoscenze, abilità procedure e condotte già acquisite, trasferendole in contesti diversi da quelli familiari nell’ambito della pratica didattica.

Le prove di realtà possono vertere anche su una sola disciplina, tuttavia si consiglia (nella Linee Guida) di strutturarle in modo da richiedere allo studente l’utilizzo di più apprendimenti relativi a varie discipline.

Altro elemento necessario, insieme ai compiti di realtà, ai fini della valutazione delle competenze, è costituito dalle osservazioni sistematiche.

Gli strumenti,  per le succitate osservazioni, devono fare riferimento agli aspetti di seguito elencati  (come riportati dalle Linee Guida):

  • autonomia: è capace di reperire da solo strumenti o materiali necessari e di usarli in modo efficace;
  • relazione: interagisce con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima propositivo;
  • partecipazione: collabora, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo;
  • responsabilità: rispetta i temi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta;
  • flessibilità, resilienza e creatività: reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte e
  • soluzioni funzionali e all’occorrenza divergenti, con utilizzo originale di materiali, ecc.;
  • consapevolezza: è consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

Alle prove di realtà e alle osservazioni sistemiche, va affiancato il racconto, da parte dell’allievo, del percorso cognitivo svolto. Ciò, al fine di cogliere il significato attribuito dall’alunno al proprio lavoro, le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere l’attività, le emozioni o gli stati affettivi provati. Si tratta di far narrare all’allievo:

  • gli aspetti più interessanti per lo stesso;
  • le difficoltà incontrate e il modo in cui le ha superate;
  • la successione delle operazioni compiute, evidenziando gli errori più frequenti e i possibili miglioramenti;
  • l’autovalutazione non solo del prodotto ma anche del processo seguito.

Ribadendo il concetto che la valutazione delle competenze è frutto di un processo e non di prove isolate e circoscritte, nel documento leggiamo:  Una volta compiute nel corso degli anni le operazioni di valutazione delle competenze con gli strumenti indicati, al termine del percorso di studio – primario e secondario di primo grado – si potrà procedere alla loro certificazione mediante gli appositi modelli ministeriali.

CERTIFICAZIONE

Per procedere alla certificazione delle competenze bisogna accertare se l’alunno sappia utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite nelle diverse discipline per risolvere situazioni problematiche complesse, mostrando un progressivo sviluppo di autonomia e responsabilità nello svolgimento del compito.

Pertanto, le caratteristiche della certificazione delle competenze sono la la complessità e la processualità.

La procedura è complessa in quanto si fonda sui diversi aspetti della valutazione: conoscenze, abilità, traguardi per lo sviluppo delle competenze, atteggiamenti adottati in un contesto problematico e più articolato rispetto alle tradizioni verifiche (semplice ripetizione e riesposizione dei contenuti appresi).

La certificazione, inoltre, si configura come un processo in cui la stessa non è il frutto delle evidenze dell’ultimo anno di scuola primaria e  di scuola secondaria di primo grado, ma di tutte quelle rilevate negli anni precedenti.

Line Guida

Modelli nazionali certificazione competenze e DM n. 742/2017

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