Certificati medici in busta chiusa: dirigente non può aprirli. Rischio 3 anni reclusione

di Vittorio Lodolo D'Oria
ipsef

item-thumbnail

Mi capita spesso di ricevere telefonate di docenti o dirigenti scolastici che desiderano sottopormi urgentemente il loro problema in una qualsiasi ora del giorno e mi illustrano di getto la loro preoccupazione nella speranza di ottenere una soluzione tempestiva e definitiva.

Il caso che desidero esporre, tratta proprio di un episodio di questo tipo in cui una docente della scuola primaria – la chiameremo Maria – stremata dall’anno scolastico appena concluso, presenta alla sua dirigente la domanda di accertamento medico in Collegio Medico di Verifica (CMV).

Ad accompagnarla in direzione è il marito che la sostiene psicologicamente e assiste come testimone allo svolgersi degli eventi. Maria si presenta con un certificato medico dello specialista psichiatra in busta chiusa siglata sui bordi che dovrà essere consegnata alla CMV dalla sua amministrazione che ha il compito di istruire la pratica. La docente è provata e mortificata anche per il contenuto del referto medico che attesta l’impossibilità di continuare ad insegnare in quelle condizioni di salute.

A questo punto accade l’imprevisto. La dirigente scolastica, di fronte agli occhi increduli dell’insegnante, apre la busta chiusa dichiarando che è suo diritto conoscerne il contenuto perchè “Potrebbe anche contenere la richiesta di un periodo di vacanza alle Maldive: per questo devo essere a conoscenza di tutto ciò che passa da qui!”.

Non soddisfatta di quanto appena affermato, la dirigente rincara la dose con una nuova assurdità sostenendo che “Se non posso avere accesso al contenuto della busta, nemmeno intendo istruire la pratica di accertamento medico in CMV”.

Maria assiste così inerme a quello che possiamo considerare lo “stupro” della sua privacy e dei suoi dati ultra-sensibili: il certificato psichiatrico contenente la sua diagnosi viene infatti letto prima dal datore di lavoro e poi dalla segretaria di direzione. Dopo un attimo di sbigottimento, la docente trova la forza di reagire e pensa di rivolgersi immediatamente al “pronto intervento” chiedendo lumi al sottoscritto.

Contattato dapprima con un messaggio alla pagina Facebook (www.facebook.com/vittoriolodolo) stabilisco immediatamente un filo diretto via telefono con la docente preoccupata. Invito innanzitutto Maria a tranquillizzarsi, spiegandole che è dalla parte del giusto perché la dirigente ha commesso un’importante violazione punibile con l’arresto (da sei mesi fino a tre anni) e fino a 50.000 euro di multa. Chiedo alla docente di passarmi la preside per dirimere la questione bonariamente ma la dirigente si rifiuta di parlarmi.

Mi faccio così passare il coniuge di Maria che mi conferma tutta la vicenda nonché l’indisponibilità del capo d’istituto a interloquire. Considerata la mal parata e nonostante il danno abbia avuto luogo, il certificato psichiatrico viene fatto rimettere in busta chiusa dalla dirigente come se nulla fosse accaduto, e la pratica di accertamento medico istruita.

L’insegnante resta comprensibilmente avvilita e continua a ripetermi di volersi licenziare non più solamente per le sue condizioni di salute precarie ma anche per lo stigma della sua malattia, di cui è ormai a conoscenza la scuola, e per il timore di ritorsioni da parte della dirigente con la quale è oramai in attrito. A confermare quest’ultima convinzione di Maria giungono impietose e inopportune le parole di commiato della dirigente scolastica “E prima di farmi causa ci pensi bene e sappia che vengo da una famiglia di avvocati!”.

Il giorno successivo al contenzioso, Maria viene invitata a passare dalla segreteria per ritirare la comunicazione della richiesta di accertamento alla CMV che, beffardamente, annovera tra gli allegati citati nella missiva la “Documentazione presentata congiuntamente all’istanza in busta chiusa siglata dalla docente”.

Ho pertanto deciso di scrivere alla dirigente chiedendole un colloquio non con il fine di denunciarla ma di fare in modo che certi disdicevoli episodi non si ripetano più in futuro. Ciò sarà possibile solo quando la formazione istituzionale dei dirigenti scolastici comprenderà la conoscenza delle incombenze medico-legali del ruolo. Spero che la mia richiesta – anche se non ho ancora avuto risposta dopo un mese – non venga ignorata dall’interessata che potrebbe anzi approfittarne per confrontarsi col sottoscritto anche sui piani di prevenzione dello Stress Lavoro Correlato che dubito abbia finora messo in atto.

www.facebook.com/vittoriolodolo

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione