Cercasi ingegneri-prof, “Tutti impegnati in altri lavori, la scuola non è appetibile e non può essere un ripiego”: l’appello della dirigente scolastica Borando

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“Non so più cosa fare, stavo addirittura pensando di andare nelle residenze universitarie a lasciare il biglietto, una ricerca porta a porta insomma”: la dirigente scolastica dell’I.I.S.S. “G. Galilei – R. Luxemburg” di Milano, Annamaria Borando, è alla disperata ricerca di ingegneri per la sua scuola.

“Abbiamo più di 1700 alunni – spiega a Orizzonte Scuola -. In questi anni c’è stato un importante incremento. Meccanica-meccatronica è uno dei nostri corsi di punta ma anche manutenzione e assistenza tecnica, abbiamo il corso di operatore meccanico, tutto un polo legato alla meccanica e alla manutenzione. Ci sono in totale 65 neo immessi in ruolo, un numero elevatissimo”.

La difficoltà nel reperire i docenti quest’anno è soprattutto per la classe di concorso A042, scienze e tecnologie meccaniche. Nell’istituto ci sono ben nove cattedre per questa cdc, di cui sei sono docenti di ruolo, alcuni sono entrati in ruolo proprio quest’anno.

“Durante le vacanze di Natale – racconta la ds – ho setacciato tutte le MAD che sono arrivate: un docente è stato individuato e ha iniziato a lavorare, ma restano ancora due cattedre scoperte per A042. Mi sono rivolta al Politecnico di Milano, con cui spesso si collabora per dei progetti, coinvolgendo anche i neo laureati in ingegneria meccanica, poi all’ordine dei periti tecnici (noi siamo anche la scuola polo di riferimento per l’esame dei periti industriali) ma sono tutti impegnati nella libera professione. Essendo tutti impegnati, la scuola non è certamente appetibile. Mi sono rivolta infine all’ordine degli ingegneri, ho lanciato un appello, ma non c’è stato riscontro.

Due anni fa ho fatto un interpello nazionale per informatica, avevo lo stesso problema per scienze informatiche, quest’anno risolto perché sono entrati degli insegnanti di ruolo.

Quali sono le ragioni?

Sono materie tecnologiche molto rare e non tutti i laureati in ingegneria possono insegnare l’ambito meccanico-meccatronico: soltanto l’ingegneria meccanica e l’ingegneria aerospaziale, parliamo quindi di una nicchia, possono portare all’insegnamento A042. Chi è laureato in questi percorsi di alto profilo immediatamente trova lavoro in un altro contesto. E non è giusto che la scuola sia un ripiego. Ci sarebbe poi ingegneria navale, anche se nel nostro contesto è un po’ più difficile.

Secondo lei l’insegnamento è una professione poco appetibile per un ingegnere?

Sicuramente è poco appetibile, anche perché – e questo è un elemento positivo per i nostri ragazzi, molti di loro sanno che il lavoro è assicurato – chi è laureato in queste materie entra nell’ambito privato, nelle aziende, nelle università, va all’estero. Un laureato in ingegneria molto spesso ritiene di crescere in maniera più corrispondente a quello che ha studiato e ciò sottrae personale qualificato e motivato al mondo della scuola.
Abbiamo comunque diversi ingegneri che svolgono la libera professione e contemporaneamente insegnano. Questo è un arricchimento per le scuole.
Io sono molto contenta di questo. In questo istituto ci sono anche dei videomaker che hanno un’altra professione e i ragazzi apprezzano moltissimo.

La ricerca si estende ai laureandi?

No, questo non posso farlo. Anche se mi riservo in questi giorni di confrontarmi con l’Ufficio scolastico. Si potrebbe pensare eventualmente ai laureati triennale. Non è banale che al 19 gennaio siamo ancora senza due docenti.

È un problema legato al divieto di invio MAD a chi è iscritto nelle graduatorie?

No, secondo me non è un problema legato alle MAD, alle graduatorie, ma al fatto che queste materie sono rare in sé. Sono classi di concorso difficili da trovare. Almeno per quello che ho potuto vedere io in questa scuola in 9 anni.
Meccanica è uno dei corsi storici dell’istituto. Abbiamo anche tecnologia dell’occhiale che è la seconda e ultima scuola in Italia che ha questo indirizzo specifico. Anche perché abbiamo l’ottica, unica scuola a Milano, quindi abbiamo inserito, nell’ambito delle meccanica, tecnologia dell’occhiale e ogni anno formiamo una sezione. Abbiamo avuto i primi diplomati che hanno trovato subito lavoro.

I ragazzi hanno quindi la possibilità di inserirsi subito nel mondo del lavoro

Ci sono le aziende che ci scrivono e ci chiedono i curricula dei nostri neodiplomati. Spesso i ragazzi hanno il lavoro ancora prima di diplomarsi.
Tanti ragazzi proseguono invece con l’università.
Siamo anche scuola capofila di un ITS nell’ambito dell’informatica. Molti dei nostri studenti seguono infatti questa strada dopo il diploma.

Chi vuole candidarsi può inviare la domanda a [email protected]edu.it

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