C’era una volta …. il Latino

di Lalla
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prof. Andrea Pergolini * – “Generazione venti parole”. Così alcuni linguisti hanno definito provocatoriamente i giovani d’oggi, per la loro limitatezza lessicale e il latino, nella formazione liceale, oltre a costituire a giudizio di molti un ottimo esercizio logico, sembrava rimanere arroccato, come uno dei pochi baluardi, a possibile difesa dell’ampliamento delle conoscenze dei termini della lingua italiana, stimolando gli alunni a riflettere sulle origini della nostra lingua, sulle radici dei termini e sull’etimologia stessa, per permettere loro di comprendere ancora, oltre ai messaggi di chat e telefonini, anche la lingua scritta letteraria e, inoltre, buona parte del linguaggio medico e scientifico, sviluppando una proprietà di linguaggio che contraddistingueva i liceali.

prof. Andrea Pergolini * – “Generazione venti parole”. Così alcuni linguisti hanno definito provocatoriamente i giovani d’oggi, per la loro limitatezza lessicale e il latino, nella formazione liceale, oltre a costituire a giudizio di molti un ottimo esercizio logico, sembrava rimanere arroccato, come uno dei pochi baluardi, a possibile difesa dell’ampliamento delle conoscenze dei termini della lingua italiana, stimolando gli alunni a riflettere sulle origini della nostra lingua, sulle radici dei termini e sull’etimologia stessa, per permettere loro di comprendere ancora, oltre ai messaggi di chat e telefonini, anche la lingua scritta letteraria e, inoltre, buona parte del linguaggio medico e scientifico, sviluppando una proprietà di linguaggio che contraddistingueva i liceali.

Nell’attuale riforma della Scuola secondaria di II grado, che sta giungendo in dirittura d’arrivo, è in atto però uno smantellamento sempre più marcato della lingua latina negli insegnamenti liceali: completamente cancellato, stando alle bozze attualmente circolanti, nel triennio del Liceo Linguistico, fortemente ridotto nel futuro Liceo delle Scienze Sociali, in cui tra l’altro diventerebbe opzionale, così come nel Liceo Scientifico, che prevederà l’opzione scientifico-tecnologica, non avente più il latino nel curricolo

In questi giorni, gli illustri Senatori Italiani, nel parere favorevole alla riforma della scuola secondaria, si sono spinti ancora oltre contro l’insegnamento della lingua latina, consigliando, rispetto alle bozze circolanti, di togliere definitivamente l’insegnamento del latino nel Liceo Linguistico, dove la sua presenza sarebbe poco comprensibile nel curricolo, e di ridurlo ancora di più di quanto previsto, nel numero delle ore, nel Liceo delle Scienze Sociali, a favore di materie d’indirizzo.

Che cosa sapranno i futuri studenti dei valori del mondo antico, dell’humanitas, della grazia, della ricerca del bello e della perfezione, dell’imitazione e emulazione dei modelli classici da parte di moltissimi scrittori delle letterature moderne europee? Nulla o poco più.

Che cosa conosceranno, inoltre, gli studenti del Liceo delle Scienze Umane (Ex-Magistrali) di Quintiliano, pietra miliare dell’educazione antica e alla base della pedagogia? Nulla, ma non importa, mentre generazioni di maestre e insegnanti lo hanno studiato insieme a Cesare: avanti il nuovo e il moderno, i nuovi Licei, ma dei giovani che costruiscono il nuovo ignorando i valori estetici del passato, il giusto significato delle parole e la loro origine, forse formeranno una società completamente priva di valori e di significati: un giorno, continuando così, se già non è accaduto, questa “generazione venti parole” non saprà forse più neanche da dove derivi la parola “ liceo”, pur frequentando i cosiddetti licei..

*insegnante di lettere e latino nella provincia di Ancona

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