Centri estivi nella Fase 2 del Coronavirus: riaperture da giugno?

Fase 2 Coronavirus: nessuna linea nel nuovo decreto per i centri Estivi. La ministra Bonetti spera in una riapertura entro giugno, sarà possibile?

Dal 4 maggio allentamento delle restrizioni, riapertura negozi nelle prossime settimane, passeggiate e ripresa dell’attività produttiva. Ma i grandi assenti della fase 2 sono i bambini e i ragazzi per i quali la fine del lockdown appare ancora lunga e da programmare.

Con l’inizio della fase 2 i genitori tornano al lavoro ma ci si avvia anche verso la fine della didattica a distanza. Molti speravano che nel nuovo decreto, con l’avvicinarsi dell’estate, fosse contenuto qualcosa che annunciasse la possibilità dei Centri Estivi a cui le famiglie, in estate, si appoggiano per le attività dei figli con la scuola i vacanza.

Nel decreto, invece, si è voluto essere cauti e cercare di limitare il rischio per i più giovani.

La ministra Elena Bonetti, però ha la speranza che entro giugno si posa intervenire in tal proposito. La mancanza dei centri estivi, infatti, non è solo un danno per le famiglie e per i ragazzi ma anche per le associazioni che per 3 mesi si occupano dell’estate dei nostri figli.

Un centro estivo nella fase 2, in ogni caso, è difficilissimo da gestire con il rispetto delle distanze di sicurezza in luoghi che, proprio per loro natura, sono di aggregazione.

In ogni caso nei prossimi giorni si potrebbero iniziare a scrivere le linee guida cui dovrebbero attenersi i Comuni, anche se alcune città hanno presentato un piano dettagliato che potrebbe servire da base per arrivare alla riapertura dei centri estivi.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, spiega: “Abbiamo per adesso individuato spazi sia all’aperto che al chiuso, dalle scuole con grandi giardini alle fattorie didattiche, a tutte le aree verdi utilizzabili. L’idea è formare piccoli gruppi, con un rapporto di un operatore ogni 4 bambini nella fascia d’età della scuola dell’infanzia, e di un operatore ogni 8 ragazzini per i più grandi. Un rapporto di uno a uno per i bimbi disabili”.

Per quel che riguarda la mensa, poi, il sindaco spiega che “I pasti saranno preparati in monoconfezioni sigillate e ognuno mangerà a distanza di sicurezza dal compagno” e per le attività “Anche sul fronte delle attività il principio è lo stesso: sport a distanza, laboratori artistici, teatrali, escursioni rispettando la strategia del micro-gruppo”.

In ogni caso, quindi, il principio base da rispettare è la distanza anche se alcuni, come il presidente nazionale Arci, Camillio Cantelli, non esita a nascondere i suoi timori e afferma “Organizziamo ogni anno un campo nazionale a cui partecipano centinaia di ragazzi. Come dovremo sistemarli? Abbiamo bisogno di linee guida per poterci muovere. Quest’anno abbiamo pensato di fare più campi, magari di 50 partecipanti ognuno. Resta il problema delle tende: in quanti potranno dormire insieme? E i servizi? Ma se saranno necessarie più tende le dobbiamo comprare subito. E quanti operatori? Chi dovrà fare i test, anche i ragazzi? Siamo già in enorme ritardo. Restituire ai bambini la loro estate è sarà davvero una grande sfida”.

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