Centralizzare e affidare l’organizzazione alla scuola superiore di PA: è questo il futuro dei concorsi a DS?

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Il concorso a docenti della Lombardia ha lasciato in reggenza 1.118 istituzioni scolastiche con una vacanza di 392 presidi: in pratica il 35% dei posti vuoti, il triplo rispetto al resto d’Italia.

Giulia Boffa – Il concorso a docenti della Lombardia ha lasciato in reggenza 1.118 istituzioni scolastiche con una vacanza di 392 presidi: in pratica il 35% dei posti vuoti, il triplo rispetto al resto d’Italia.

In tutta Italia mancano 1.124 presidi, il 12,4% del totale che è di 8.047 dirigenti scolastici.

Le assunzioni decise dal governo sono circa 500 e non manca solo la Lombardia.

In Abruzzo il concorso a ds di due anni fa per 68 posti è stato annullato dal TAR, la sentenza è stata poi sospesa dal Consiglio di Stato, lasciando il 23,2% di posti vacanti.

In Sicilia, i posti vacanti sono il 21%, dopo l’annullamento del concorso del 2004; in Toscana il TAR ha cancellato l’esito del concorso del 2011, stessa cosa in Molise.

Tutti questi ricorsi hanno portato ad una sola conseguenza: la paralisi e centinaia di reggenze, che  sono state  assegnate per permettere il servizio pubblico dell’istruzione, nonostante gli appelli rivolti ai presidi a rifiutare.  Per non parlare dei costi inerenti la burocrazia dei ricorsi, tra avvocati, giudici e carte bollate.

Il ministro sta però pensando ad una soluzione, che potrebbe essere quella di organizzare i concorsi non più a livello regionale, ma di centralizzare gli esami, anche con la formula del corso – concorso, e farli gestire dalla scuola superiore di pubblica amministrazione.

In realtà, di altri concorsi si dovrebbe già cominciare a parlare: anche se tutti i posti del concorso fossero dati al ruolo, sarebbero ancora tantissimi i posti vacanti da DS e non solo in Lombardia.

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