Centemero: mobilità straordinaria per prossimi 3 anni, docenti potenziamento su reti di scuole e tempo pieno a Sud

di Elisabetta Tonni
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Per rimediare ai provvedimenti sulla Buona Scuola, che nessuno nel settore ritiene siano stati poi così buoni, il centrodestra presenta la sua proposta.

A entrare nel dettaglio degli emendamenti preparati per la legge di bilancio 2017 è Elena Centemero. L’onorevole di Forza Italia, referente sui temi dell’istruzione, parte da un principio chiave: l’equità. “Un concetto – precisa Centemero – che non deve essere confuso con quello dell’uguaglianza”.

Secondo il suo pensiero, le persone non sono tutte uguali. Se non si tiene conto di questa differenza, non si riuscirà mai a far sì che tutti raggiungano lo stesso traguardo. In pratica, se si offrono possibilità in misura uguale a tutti non si possono colmare le differenze che esistono alla base. Ben diverso è offrire opportunità diversificate ispirate al principio di equità, cioè che rispondano in maniera mirata a bisogni e a contesti precisi. Solo in questo modo si potrà dare la possibilità di raggiungere lo stesso livello (questo sì, uguale per tutti) di istruzione e di occasioni future.

“Le proposte che stiamo presentando – aggiunge Elena Centemero – vogliono essere lo spunto per un confronto generale al fine di arrivare a un miglioramento della situazione caotica che si è creata finora. Il confronto può avvenire ovunque. Invito anche Orizzonte Scuola a ospitarlo”.
Ma qual è stato il punto di maggiore drammaticità che ha generato una situazione di malcontento così diffuso nella scuola? Centemero ne indica molti, ma il dito è puntato soprattutto sulla fretta con cui si è proceduto alle assunzioni e al potenziamento dell’organico. Il sistema è andato in tilt, perché – nel ragionamento di Centemero – pur di dare una risposta politica immediata alle richieste dell’Europa non si è guardato alle priorità e ai bisogni del sistema scolastico. Si è proceduto a una serie di assunzioni senza che ci fosse un piano programmatico strutturato a dovere.

La deputata di Forza Italia propone un approccio nuovo con cui affrontare le criticità, che consiste nel creare una rete di istituti su base territoriale che possano dialogare e collaborare fra di loro nel rispetto dell’autonomia, ma facendo riferimento una scuola capofila. In questo modo sarebbe più efficace e razionale gestire anche l’organico di potenziamento e porre più facilmente rimedio anche alle ipotesi più assurde che si stanno verificando, come per esempio quelle in cui un docente finisce in un istituto dove l’insegnamento della sua materia non è previsto.

“Anche la mobilità del personale – aggiunge Centemero – diventerebbe meno complessa. Resta fermo il principio che gli insegnanti di ruolo devono restare nella regione dove si è svolta la selezione o nei territori delle graduatorie in cui sono inseriti. E comunque al punto in cui siamo serve necessariamente un piano straordinario di mobilità per i prossimi tre anni. Così come è inevitabile procedere alle nuove abilitazioni per tutti quei docenti che si trovano già nelle aule, ma non hanno ancora passato la procedura abilitativa”.

Ma come risolvere il problema nel Meridione dove gli insegnanti sono in numero superiore alle cattedre disponibili? Centemero non ha dubbi: “Inserendo il tempo pieno anche al Sud, soprattutto nella scuola dell’infanzia e delle primarie; che sarebbe poi un modo anche per contrastare la dispersione scolastica”.

Ha poi altri due punti che le sono a cuore: il bonus cultura che nella sua proposta diventa un bonus diploma e una formazione più accurata sulla lingua inglese e sull’informatica, due materie indispensabili a prescindere da quale sarà il percorso futuro degli studenti. “Perché mai i 290 milioni di euro stanziati per il bonus cultura non dovrebbero andare agli studenti che hanno superato gli esami di maturità? Si tratta di soldi che i giovani potrebbero spendere per corsi di laurea, per corsi accademici, istituti tecnici superiori o anche per seguire corsi di inglese, di informatica o per l’acquisto di software”.

Infine, per quanto riguarda il sistema delle graduatorie a esaurimento, cioè la famigerate Gae, nell’ottica Centemero, queste debbono rimanere chiuse fino – appunto – al loro esaurimento. Chi vuole diventare di ruolo non può percorrere una via diversa da quella del concorso. Ovviamente diverso dall’ultimo organizzato sotto la gestione Giannini-Renzi.

Proposte di Forza Italia alla Legge di Bilancio

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