Centemero, mi auguro no snaturamento riforma. Subito TFA, ispettori che valutano docenti e serio anno di prova

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Elena Centemero, responsabile Scuola di Forza Italia, illustra gli emendamenti del suo partito in Senato: ispettori nei nuclei di valutazione, introduzione del costo standard, revisione anno di prova e formazione iniziale.

Elena Centemero, responsabile Scuola di Forza Italia, illustra gli emendamenti del suo partito in Senato: ispettori nei nuclei di valutazione, introduzione del costo standard, revisione anno di prova e formazione iniziale.

Sulla temporaneità degli incarichi ai dirigenti: “Permanenza non inferiore a tre cicli, ma non vent’anni nella stessa scuola”. E subito nuovo ciclo TFA per i giovani.

Dopo l’annuncio dello slittamento al prossimo anno delle assunzioni e il rinvio della riforma, che cosa succederà al Senato? Potranno essere apportate secondo lei quelle modifiche sostanziali richieste da tanta parte del mondo professionale e da una ormai cospicua e trasversale opposizione alla linea di Governo?

"Siamo ad un crocevia: mi auguro che non ci sia un ulteriore snaturamento del disegno di legge, in particolare sul nuovo reclutamento con concorsi triennali, sul ruolo del Dirigente Scolastico, sul piano delle assunzioni e sul sistema integrato di istruzione. Il testo ha bisogno di essere migliorato, asciugato ma deve mantenere coerenza, altrimenti sarebbe inapplicabile. Tra le modifiche penso ad esempio alla presenza di ispettori nel nucleo di valutazione dei docenti, ad un serio anno di prova, all'introduzione del costo standard, alla diminuzione del numero di deleghe al governo. Sicuramente la scuola non può e non deve essere terreno per congressi interni al PD o strumento di scontro politico per le opposizioni, come abbiamo visto fino ad oggi. Questa è la mala politica da cui sono lontana anni luce. La scuola, statale e paritaria, è un bene troppo prezioso e poi è tempo che la scuola si apra ad un vero cambiamento."

Quali obiettivi si prefiggono gli emendamenti di FI? Ci illustri brevemente quelli che riguardano merito, valutazione e poteri dei dirigenti.

"Forza Italia pensa innanzitutto agli studenti e ad una formazione di qualità per loro. Tutte le famiglie sanno bene quanto sia importante la scuola per un figlio e quanto sia determinante incontrare insegnanti capaci e attenti alla crescita umana e culturale dei loro figli. Per questo diventano fondamentali il reclutamento e la valutazione dei docenti e dei dirigenti. Il nucleo di valutazione deve prevedere la presenza di un ispettore, una figura esterna alla scuola che garantisca serietà e terzietà alla valutazione e riconosca il valore e il merito dei docenti. Come alla Camera anche al Senato abbiamo proposto di valorizzare le reti di scuole anche nella fase di assunzione, l'individuazione di criteri per la chiamata dei docenti e una revisione dell'anno di prova e del percorso di formazione iniziale rispetto al testo del ddl.
Il nostro obiettivo è una scuola di qualità, efficiente, che si migliora continuamente, che dà pari opportunità a tutti e veramente formativa. Per questo devono andare in classe gli insegnanti migliori – ce ne sono tanti – e il Dirigente Scolastico deve poter guidare una struttura col supporto del suo staff.
Su questi punti credo che studenti, famiglie e gli stessi docenti siano d'accordo”.

Che cosa pensa del tentativo di riequilibrare la chiamata diretta dei dirigenti con la temporaneità dei loro incarichi? 

"I contratti dei Dirigenti Scolastici sono già triennali, rinnovabili o non rinnovabili su una data sede da parte dell'USR. A mio parere il punto vero è la valutazione dei Dirigenti, non quanto tempo rimangono in una scuola. Se vogliamo far funzionare una scuola servono tre cicli, ossia nove anni. Ma sono dell'idea che un dirigente non possa rimanere vent'anni nella stessa scuola. L'innovazione ha bisogno di cambiamento e di nuove prospettive".

L’onorevole Fassina del PD ha chiesto la riformulazione della norma sulle assunzioni, in modo che includa gli abilitati Tfa e Pas con tre anni di servizio alle spalle e anche i non abilitati, previa abilitazione con concorso selettivo ad hoc. Che ne pensa?

"Penso che i futuri docenti si debbano misurare con il concorso in cui vengano riconosciute la loro formazione, le loro abilità e la loro competenze. Altre soluzioni alimenterebbero ulteriore precariato in ulteriori graduatorie e tradirebbero le aspettative di tanti giovani".

L’articolo che riscrive la formazione iniziale degli insegnanti pare che abbia seminato il panico nelle scuole paritarie: non si capisce se le abilitazioni andranno conseguite nel sistema statale o se anche le scuole paritarie potranno, appunto, stipulare contratti triennali. Ci è giunta notizia di un emendamento ad hoc presentato in Senato, qual è la sua lettura?

"È un punto da chiarire. Al Senato abbiamo presentato un emendamento e alla Camera è stato approvato un mio ordine del giorno che vuole chiarire che gli insegnanti delle scuole paritarie debbono acquisire l'abilitazione come avviene ora. Per questo Forza Italia chiede che venga bandito subito il nuovo ciclo TFA, il cui scopo è quello appunto di abilitare per l'insegnamento".

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