Centemero (FI): sì ai licei in 4 anni, tempo pieno al Sud e piano Stem

di redazione
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“Nel nostro programma l’istruzione è centrale. Vogliamo una scuola più equa e sicura, più europea, libera e innovativa. Valorizzeremo la libertà di scelta per le famiglie, introdurremo il ‘Buono scuola’ e, con il ‘costo standard’, faremo sì che tutte le scuole abbiano fondi in base al numero degli alunni”. Lo dichiara la deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia Elena Centemero.

“Proponiamo misure concrete per contrastare la povertà educativa e l’abbandono scolastico. Sì ai licei in 4 anni, su base volontaria e graduale, al potenziamento dei servizi di orientamento e collocamento nelle scuole e nelle università, all’incremento del tempo pieno al Sud e a un grande piano per le Stem. Rafforzeremo gli Its e il sistema dell’istruzione e della formazione professionale. Renderemo l’educazione civica materia curriculare e potenzieremo la scuola materna. Per i docenti vogliamo un riconoscimento professionale ed economico.

Saranno inoltre necessari un Piano quinquennale di assunzioni su tutti i posti vacanti e disponibili e il riallineamento graduale dell’organico del potenziamento alle esigenze delle scuole. PIù attenzione per il personale amministrativo, più formazione per i docenti e valorizzazione del loro impegno”, conclude.

UNIVERSITA’

“Per migliorare l’università italiana Forza Italia propone misure chiare. Vogliamo puntare sull’autonomia per migliorare la qualità dell’offerta formativa e rendere più efficace il reclutamento, riequilibrando il rapporto studenti -docenti”.

“Per il diritto allo studio si può ampliare la fascia Isee da 25mila euro a 35mila e incrementare le borse di studio anche con il finanziamento privato.

Vogliamo inoltre valorizzare il percorso e il titolo di dottore di ricerca, con un immediato aumento della borsa di dottorato, e promuovere la carriera dei ricercatori, anche attraverso un piano quinquennale di assunzioni. Il bonus per la ricerca deve essere strutturale: va rinforzato e ampliato. E servono strutture di traslazione della ricerca nel prodotto, ad esempio in aree strategiche della sanità come la nanomedicina”, conclude.

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