Cena di classe: docenti vengono sottoposti a verifica di cultura generale, logica, matematica e conoscenza degli alunni

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Si presentano alla cena di classe con due sorprese. Una bella torta fatta da una di loro e un pacco di verifiche. Solo che questa volta le verifiche non sono per loro ma sono rivolte ai professori. Tutti presenti alla tavolata allestita l’altra sera presso la pizzeria La Smorfia, i docenti di una delle classi quinte dell’Ites Barozzi di Modena osservano con un certo stupore la distribuzione dei compiti tirati fuori a pizza mangiata dalla borsa di uno degli alunni che tra qualche settimana saranno chiamati a sostenere l’esame.

Letto il titolo della copertina dei cinque fogli del compito in pizzeria – “Verifica delle competenze dei professori 5C Sezione Servizi Informativi aziendali” –, i docenti iniziano a sfogliare il documento alleggeriti da un’avvertenza di prima pagina: “Vi preghiamo gentilmente di ammetterci egualmente tutti all’esame senza portare rancore. Speriamo che di questi anni vi rimanga un piccolo ricordo”. Di sicuro, accanto al ricordo della bella serata trascorsa assieme ai propri alunni, che di qui a poco non vedranno più, a molti insegnanti resterà il ricordo delle gravi insufficienze che si sono beccati, non essendo stati in grado di rispondere adeguatamente ai quesiti della prova.

In un clima di malcelata rivalsa e di sicuro e reciproco divertimento, favorito dall’estemporaneo sovvertimento dei ruoli, i docenti hanno iniziato a confrontarsi con le domande, alcune a risposta multipla, altre aperte, dopo un avvertimento che a molti sarà sembrato familiare: non si può usare il cellulare.

Si parte. E si va dalla cultura generale, alla logica alla matematica ma buona parte delle domande mirano a verificare se i docenti conoscono davvero i propri alunni. La logica: “Qual è la cosa che nasce grande e muore piccola”. E ancora: “Vado avanti, vado indietro, corro e mi fermo, ma non cambio mai di posto. Chi sono?”. “Su un albero ci sono 50 uccelli. Un cacciatore spara e ne uccide tre: quanti uccelli restano sull’albero?”. “Se Beth ha la stessa età che avrà Bill quando Trish avrà la stessa età che ora ha Beth chi è il più grande?”

Si passa poi alle domande sugli alunni. Chi ha fatto più assenze? E seguono i nomi indicativi delle possibili risposte. Ah, ricordarselo. Chi è il più permaloso della classe? E seguono altri nomi. E ancora: Chi ha rimandato più interrogazioni? Chi non consegna mai il telefono? Chi ha fatto più ritardi quest’anno? Qual è la coppia che chiacchiera di più? Chi è stato beccato più volte a copiare durante le verifiche? Chi dorme sempre in classe?

Ricordando più volte – ribadiamo! – che non si possono usare i cellulari, i ragazzi e le ragazze sghignazzano alla lettura che fa uno dei docenti a voce alta: Chi è che, durante la consegna dei telefoni, ha consegnato il secondo cellulare per poi scordarselo dentro la scatola per tutto il giorno? Il giorno seguente la preside ha convocato l’alunno/a per restituire il cellulare personalmente, stupendosi di come sia sopravvissuto senza”

E ancora: quale coppia litiga più spesso? (seguono i nomi da cui scegliere). Chi sono i mangioni della classe? Chi fa il picnic all’ultimo banco? Chi è mussulmano ma mangia il prosciutto? A chi piacciono le studentesse del biennio? Chi ha trovato la fidanzatina? Chi è fidanzato da più tempo?

Chi ha ballato con la prof di economia (esiste un video)? Quale stanza ha ricevuto più sgridate dal receptionist? Quale studente è più pericoloso alla guida (qualcuno ricorda sul momento il sorpasso azzardato di uno di loro, un insegnante rammenta di quando una studentessa lo stava per travolgere con il suo bolide fuori dalla scuola…).

C’è infine il posto per una domanda aperta, uno di quei quesiti che stimolano una risposta non breve ma articolata, e che aiutano a raccogliere informazioni e conoscere fatti, aiutando a creare un rapporto positivo tra chi fa la domanda e chi è chiamato a rispondere. Eccola: Cari prof, “Qual è il ricordo più bello della classe 5C Sia?”. E’ la parte più impegnativa e al contempo più emozionante del compito scritto, la parte più intensa della fase finale dedicata alla lettura delle risposte.

Prima di consegnare la verifica per le correzioni sul posto e tra una portata e l’altra dell’ottima torta, c’è il tempo per l’autovalutazione. Molti docenti avevano confidato sulla piena sufficienza, invece hanno bellamente fallito la prova, beccandosi un 2,5. Su 10. Si può recuperare. Ma si può anche brindare alla simpatica e coinvolgente iniziativa di ragazze e di ragazzi prossimi all’esame di Stato ma soprattutto sempre più vicini a una nuova imminente avventura, tra lo studio per chi continua, e il lavoro, per chi sta per dire basta a manuali e verifiche.

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