Cellulari in classe, è polemica: vietarli (anche ai docenti) oppure no? Per Crepet sono come una “droga”. Per Fedeli sì, ma solo per scopi didattici

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Cellulari sì o cellulari no in classe? Dipende. Scoppia la polemica oggi sull’argomento, alla vigilia dell’apertura delle scuole che dovranno regolamentare l’ingresso e l’utilizzo dei device che dividono l’opinione pubblica.

Valeria Fedeli, interrogata dall’AdnKronos non ha dubbi: “Se per l’esperienza didattica o per l’insegnamento agli studenti tali dispositivi non servono, allora perché farli portare in classe?”.

“Quando io a suo tempo avevo affrontato il tema avevo specificato che si potevano utilizzare dei dispositivi, dei device, computer o altro, solo se venivano utilizzati esclusivamente per l’apprendimento. I cellulari personali è giusto che non vengano utilizzati in classe, – ribadisce Fedeli – E mi sembra anche molto corretto che anche ai docenti non venga permesso di portare in classe i cellulari personali, ritengo che il contrario sarebbe improprio“.

Anche Mario Rusconi (Anp Lazio) ricorda che spetterà alle scuole decidere, e soprattutto redigere un regolamento. “Ogni istituto redige ed attua un regolamento interno condiviso tra il preside, i docenti, le famiglie e gli alunni, che prevede una serie di norme comportamentali da parte degli alunni e dei docenti. Tra le altre cose viene pure regolamentato l’utilizzo o meno dei device (smartphone e tablet) dentro l’edificio scolastico e per l’intera durata della permanenza in esso sia da parte degli studenti, sia da parte di insegnanti”

Molto più lapidario lo psichiatra Paolo Crepet, riferendosi all’iniziativa del liceo Malpighi di Bologna di vietare i cellulari in classe agli studenti e anche agli insegnanti. Una iniziativa che punta a migliorare la socializzazione, innanzitutto.

“È giusto arrivare ad una soluzione un po’ più drastica. – ha detto – Lo scorso anno ci sono state sperimentazioni simili in altri istituti in Italia e la cosa più interessante è stata la reazione dei ragazzi. Vietare i telefonini comporta un netto calo dell’aggressività, un aumento netto di capacità cognitive, memoria e attenzione e, soprattutto, un aumento netto delle relazioni sociali ed emotive”.

Secondo l’esperto “i telefonini sono utilizzati anche in classe e durante le lezioni anche perché sono una droga. Se si riesce ad interrompere questa dipendenza si fa del bene ai giovani e allo studio”.

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