Cellulare a scuola, il divieto non mette tutti d’accordo: “Non si può estromettere un elemento che accompagna quotidianamente i nostri ragazzi”

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Stop all’uso del cellulare in classe, anche per fini didattici: è quanto prevedono le nuove linee guida del Ministero dell’Istruzione sulla cittadinanza, in fase di definizione. La misura, che riguarda le scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, rappresenta un cambio di rotta rispetto al passato, quando l’utilizzo del telefono a scopo didattico era ammesso.

Il via libera al tablet alle elementari: per le scuole primarie, invece, l’uso del tablet è ancora consentito, ma solo per finalità didattiche e inclusive. La scelta di limitare l’utilizzo del cellulare in classe è motivata da diverse ragioni:

  • Distrazione: L’uso del cellulare in classe può essere un elemento di distrazione per gli studenti, ostacolando la concentrazione e l’apprendimento.
  • Cyberbullismo: Il cellulare può essere utilizzato per atti di cyberbullismo, che possono avere gravi conseguenze sulla salute mentale degli studenti.
  • Dipendenza: L’uso eccessivo del cellulare può portare a dipendenza, con ripercussioni negative sulla vita sociale e relazionale degli studenti.

Le diverse posizioni degli istituti scolastici

  • Istituto Don Milani-Colombo: All’istituto Don Milani-Colombo di Genova, smartphone e tablet vengono utilizzati con frequenza nell’ambito delle attività didattiche, ma gli studenti sono tenuti a spegnerli o metterli in aereo quando non sono in uso.
  • Istituto Comprensivo di Teglia: All’Istituto Comprensivo di Teglia, invece, si punta su un patto educativo tra scuola, famiglie e ragazzi per un uso consapevole del cellulare. Il telefono può essere tenuto con sé spento nello zaino e utilizzato solo in caso di necessità didattiche.

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