Ce la farò a riiniziare una nuova vita a 45 anni, in un luogo che non ho scelto? Lettera

WhatsApp
Telegram

Buongiorno. Ho scritto questa lettera a me stessa e a chi vorrà leggerla, spero che qualcuno abbia coscienza e ci aiuti.

Dopo il batticuore vissuto fino al 2 agosto, l’attesa estenuante, le paure, oggi la consapevolezza che la mia vita è cambiata di nuovo.

Buongiorno. Ho scritto questa lettera a me stessa e a chi vorrà leggerla, spero che qualcuno abbia coscienza e ci aiuti.

Dopo il batticuore vissuto fino al 2 agosto, l’attesa estenuante, le paure, oggi la consapevolezza che la mia vita è cambiata di nuovo.

Non è servito migliorarsi, studiando continuamente. Non è servito tener duro, alzandosi alle 5 per tantissimi anni e percorrendo migliaia di km lontano da casa. Per 12 lunghi, lunghissimi anni. Non è servita neanche la consapevolezza che la vita fin qui trascorsa è stata in un certo senso una vita a metà, spezzata dall’illusione che prima o poi ce l’avrei fatta. Quante persone ho incontrato, tutte nella stessa condizione: docenti per vocazione, disillusi da una realtà lavorativa alienante. Laurea, scuola di specializzazione, titolo di sostegno, ma non bastava. Allora un’altra laurea e corsi di perfezionamento e master per resistere, per saperne di più, per non perdere colpi, mentre la vita ti scorreva accanto. Poi l’assunzione tanto attesa, dovuta. E di nuovo ansie per un trasferimento che non c’è stato. Sede provvisoria Palestrina, definitiva Frosinone, ambito 17.

Un miglioramento di qualche km verso sud l’ho ottenuto. Ora nuove preoccupazioni riguardo l’agognata assegnazione provvisoria, ma lì vale solo il ricongiungimento e se, come me, hai pure un figlio che ha già 18 anni non ti tocca nessun punteggio perché ormai puoi anche lasciarlo solo, secondo loro.  Vabbò ho un altro figlio e 3 punti li avrò. E mi assalgono pensieri ed angosce: una casa ce l’ho, però pago un mutuo. Intanto mi sto pure separando, e sì perché ho una vita, con tutto quel che comporta.

Distolgo il pensiero da tutto questo e tento di non farmi fagocitare da questo senso di incertezza totale. Non ci riesco: penso ai sogni traditi, alla mia laurea in lettere antiche, ai miei anni di insegnamento sulle discipline che amo, latino e greco, ai quasi 200 punti in graduatoria e poi all’ immissione in ruolo sul sostegno nella scuola media, che per me è stato straniante, nella famelica fase b, perché lì sono finiti quelli che hanno pagato il prezzo maggiore e,  del resto, bastava non avere quella specializzazione sul sostegno ed oggi festeggerei la mia permanenza in Calabria, la mia terra.  Lo so, il lavoro è lavoro.

Ce la farò a riiniziare una nuova vita a 45 anni, in un luogo che non ho scelto? Ce la farò a riorganizzarmi? Ce la farò? Perché ho altre scelte? No! Del resto che voglio? Sulla mia busta paga ora c’è scritto “docente a tempo indeterminato”, ho aspettato tanto, ma non pensavo che comprendesse l’indeterminatezza in senso assoluto di tutta la mia vita. A saperlo mi tenevo la mia vita precaria, da precaria che, forse, a ben vedere un senso lo aveva: i sogni e la speranza di realizzarli. E scusate, se esisto.

 
Lara Nocito, docente assunta in fase b, trasferita in fase c, che vive senza fase…e scusate l'ironia, mi è rimasta solo quella.

WhatsApp
Telegram

Concorso per dirigenti scolastici. Corso preparazione: 285 ore di lezione, simulatore Edises con 14mila quiz e modulo informatica. Nuova offerta a 299 euro