“C’è chi ha lacune tecniche, ma anche chi non conosce bene la grammatica”. Gli aspiranti magistrati bocciati in massa all’esame

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Concorso da incubo per la magistratura. La commissione d’esame fa “strage” dopo le prove scritte: 88 concorrenti, al momento, passano l’esame su 3mila candidati.

Oggi il Consiglio Superiore della Magistratura, con specifica risoluzione, chiederà alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, una riforma della normativa per i concorsi in magistratura. Su 5.827 candidati hanno consegnato 3.797, con 1.532 buste esaminate, gli idonei sono solo 88. La verifica dei compiti, però, va ancora avanti. Il dato, dunque, è al momento provvisorio.

Una situazione simile, segnala Il Messaggero, si era verificata anche nel 2008. Serve una migliore formazione, avverta la ministra Cartabia: si pensa al concorso in magistratura subito dopo il corso di laurea saltando il periodo di tirocinio obbligatorio di 18 mesi da effettuare in tribunale, oppure frequentando una scuola di specializzazione per le professioni legali.

A La Repubblica interviene Gian Luigi Gatta, direttore del Dipartimento di scienze giuridiche Cesare Beccaria all’università Statale di Milano: “L’università dovrebbe riflettere sulle ragioni delle bocciature dei candidati alle prove scritte perché questo vuol dire che bisogna lavorare molto di più sulla capacità di scrittura degli studenti. Il buon giurista non solo deve saper argomentare, ma deve anche saper scrivere”.

Poi aggiunge: “Lo studente dovrebbe essere messo alla prova, ma per via dei grandi numeri di chi frequenta, non ci sono occasioni per esercitarsi con la scrittura. E poi le matricole di giurisprudenza oggi sono dei “nativi digitali”. Sono nate dopo il 2000. Vivono con pc e telefoni in mano. Anche per questo la ministra della giustizia sta pensando di introdurre l’uso del computer per le prove di concorso”

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