C’è accordo sul Recovery Fund. All’Italia 209 miliardi. Azzolina esulta: “Grazie presidente Conte”

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Dopo una trattativa estenuante durante quattro giorni e quattro notti, c’è l’accordo sul Recovery fund. All’Italia vanno 209 miliardi, di cui 82 di sussidi e 127 di prestiti. 

“Ora abbiamo la possibilità di cambiare volto all’Italia. Dobbiamo correre, usare i soldi per investimenti, per riforme strutturali. Dobbiamo intraprendere il percorso di crescita economica e sviluppo sostenibile che stiamo perseguendo da anni senza raggiungerlo con efficacia. Abbiamo la concreta possibilità di raggiungere un’Italia più verde, più digitale, più innovativa, più sostenibile, più inclusiva. Di investire nella scuola, nell’università, nella ricerca, nelle infrastrutture”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.

Nella proposta di compromesso,  la Recovery and Resilience Facility, il ‘cuore’ del piano per la ripresa, viene rafforzata, anche rispetto alla  proposta iniziale della Commissione e a quella di compromesso avanzata da Michel il 10 luglio scorso, passando da un totale di 560 miliardi a  672,5 milardi di euro, dei quali 312,5 miliardi di trasferimenti (rispetto a  310 miliardi) e 360 miliardi di prestiti (rispetto a 250 miliardi).

L’ammontare totale di Next Generation Eu, come è stato ribattezzato dalla Commissione il Recovery Plan, è di 750 miliardi di euro, invariato rispetto alla proposta iniziale. Di questi, 360 milardi sono prestiti  (rispetto a 250 milardi iniziali), 390 sono trasferimenti (rispetto a  500).

Il piano, che interagirà e potenzierà il Quadro Finanziario Pluriennale, è stato rimodulato in modo da concentrare molta forza  finanziaria sulla Recovery and Resilience Facility, lo strumento  destinato a finanziare i piani nazionali di ripresa e di resilienza,  che i Paesi membri dovranno presentare alla Commissione, possibilmente entro l’autunno.

Il bilancio europeo 2021-2027 resta fissato a 1.074 miliardi di impegni. Ai Paesi frugali vengono queste cifre: alla Danimarca vanno 322 milioni annui di rimborsi; all’Olanda 1,921 miliardi; all’Austria 565 e alla Svezia 1,069 miliardi.

Il 70% dei trasferimenti va impegnato negli anni 2021 e 2022; il restante 30% entro la fine del 2023.

Esulta anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che su Twitter si complimenta con il premier: “Grazie, la perseveranza premia”.

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