CCNL, Anief: aumenti stipendio non bastano a coprire l’inflazione

di redazione
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Comunicato ANIEF – Lo ha detto Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, durante l’incontro di oggi dei sindacati a Palazzo Vidoni, con il Ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno, per avviare il rinnovo dei contratti nazionali 2019-2021: da un’analisi della relazione tecnico-contabile, ora all’esame della Camera, sono emerse delle incongruenze sulla platea dei soggetti destinatari degli aumenti dell’indennità di vacanza contrattuale (previsti solo per la metà dei dipendenti della Pa) e dei fondi stanziati (appena 300 milioni sul miliardo di copertura) che pongono seri dubbi sulla copertura finanziaria degli aumenti previsti anche per il solo 2019. Servono, inoltre, disposizioni immediate per l’assunzione dei precari storici, per favorire il turn-over attraverso l’adozione di quota 100 senza vincoli, per cancellare le discriminazioni tra personale precario e di ruolo, oltre che per accelerare l’iter di rinnovo delle rappresentanze sindacali.

Per salvare gli stipendi dei dipendenti pubblici dall’inflazione, la Legge di Bilancio 2019 necessita di maggiori risorse: a dirlo è stato oggi Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, durante l’incontro di oggi dei sindacati a Palazzo Vidoni, con il Ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno. “Ci sono incongruenze nella relazione tecnico-contabile sulla platea dei soggetti che avranno gli aumenti dell’indennità di vacanza contrattuale (previsti solo per la metà dei dipendenti della Pa) e i fondi stanziati (300 milioni sul miliardo di copertura) che pongono seri dubbi sulla copertura finanziaria degli aumenti previsti anche per il solo 2019”, ha spiegato Pacifico.

Il sindacalista autonomo ha ricordato che è stato chiesto di riparare al problema, attraversi gli emendamenti alla Legge di Bilancio di cui Anief si è fatta promotrice. “Rispetto agli aumenti già disposti nel presente contratto prossimo alla scadenza – ha continuato Pacifico – bisogna recuperare il gap venutosi a determinare, a seguito del blocco degli stipendi, rispetto al tasso IPCA certificato: occorre quindi un +7% al netto degli aumenti per il 2016/2018 come base di partenza per aprire le trattative sul rinnovo”.

Cisal-Anief ha quindi chiesto di allineare il sistema stipendiale alla media dei livelli europei, dove l’età media con il massimo contributivo corrisponde a 63 anni e non agli attuali 67, introdotti dalla riforma Fornero approvata nel 2011 e innalzati ulteriormente dal governo Gentiloni con l’elevazione dell’aspettativa di vita media. Non è nemmeno accettabile l’introduzione di quote diverse che possano penalizzare gli assegni fino al 30% del loro valore, mentre è da avallare una particolare “finestra” per il personale docente (non oltre 61 anni di età), in virtù dell’usura psico-fisico di tale professione con l’estensione a tutti gli ordini scolastici del carattere gravoso già riservato al personale dell’infanzia.

Occorre poi procedere alla stabilizzazione del personale precario con 36 mesi di servizio che continua ad essere contrattualizzato a tempo determinato senza soluzione di continuità, in totale spregio della direttiva UE n. 70/1999, anche alla luce della recente sentenza Sciotto della Corte di giustizia europea. Il fenomeno è tanto più evidente per il personale Ata, per il quale non sono stati banditi concorsi, mentre si sta procedendo alla stabilizzazione dei Cococo. Inoltre, rimangono bloccati i passaggi verticali da un’area inferiore a superiore e la “temporizzazione” blocca le ricostruzioni di carriera. Per tutto il personale della scuola è stato anche ricordato che rimane attiva la procedura d’infrazione 4231/14 e come la Commissione europea stia aspettando la sentenza sulla causa Rossato per l’indennizzo del personale di ruolo che ha subìto l’abuso dei contratti a termine.

Sempre per il personale della scuola si è ribadita la necessità di adottare la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, di ripristinare il gradone stipendiale per i neo-assunti, di valutare il servizio per intero svolto in regime di precariato e nelle paritarie nella ricostruzione di carriera. Inoltre, si è chiesto di adottare tutte le misure necessarie perché sia certificata la nuova rivelazione della rappresentatività sindacale al fine di procedere alle trattative per il rinnovo del contratto e alle contrattazioni integrative che per esempio nella scuola avranno valore per la mobilità per i prossimi tre anni.

Per l’Università risulta, infine, sempre più necessario ripristinare la figura del ricercatore a tempo indeterminato e procedere con chiamata diretta da un albo dei ricercatori secondo la carta europea. In generale bisogna tener conto degli effetti della riforma del sistema pensionistico per la copertura del turn over e garantire la mobilità intercompartimentale e i passaggi da ruoli inferiori a superiori.

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