Cattedre negate in Sicilia, una docente ‘immobilizzata’: “Un nostro diritto”. Fioramonti: “Fare subito chiarezza”

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“Il ministero assicuri maggiore trasparenza nel rispetto della mobilità annuale in Sicilia”.

Così su Facebook dall’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che ha voluto così mettere in evidenza la protesta di alcuni docenti siciliani in merito ad una ‘potenziale irregolarità’ da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale che avrebbe proceduto, in sede di mobilità annuale, all’assegnazione diretta delle cattedre ai precari, senza tener conto delle assegnazioni di diritto previste per gli insegnanti di ruolo.

L’ex ministro si è rivolto al ministero dell’Istruzione affinché possa garantire maggior trasparenza nello svolgimento di tali operazioni, non soltanto in Sicilia ma anche in altre regioni. “Prerogativa nota nell’ambito dei docenti in ruolo è la possibilità, grazie alla normativa esistente, di accedere alla cosiddetta “Mobilità annuale” ossia di consentire ad un lavoratore della scuola (docente, educatore o ATA) di poter prestare servizio, per un anno, in una scuola che sia più vicina alla residenza del proprio familiare (coniuge o convivente, figlio o genitore) oppure in scuole di un determinato comune nel caso in cui ci siano esigenze di cura connesse a gravi motivi di salute. Nel rispetto dei requisiti richiesti secondo la normativa, è inoltre previsto che i docenti in ruolo abbiano la precedenza sui docenti precari nella distribuzione delle cattedre ancora scoperte. In Sicilia, tale procedura sembrerebbe – data la testimonianza da parte di docenti siciliani che mi hanno sottoposto la loro istanza, accompagnata da una petizione – non essere stata del tutto rispettata”.

Fioramonti prosegue: “La loro testimonianza prefigura una potenziale irregolarità da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, che avrebbe non solo così impedito a molti docenti in ruolo di poter ritornare in un momento tanto delicato come quello che stiamo vivendo, ma sembrerebbe inoltre aver del tutto bypassato la normativa, procedendo direttamente all’assegnazione delle cattedre ai docenti precari, senza rispettare la parte di assegnazioni di diritto previste per la mobilità annuale ai docenti di ruolo. In attesa di avere maggiori chiarimenti sulla vicenda chiediamo al Ministero, in particolar modo ai suoi Usr anche in altre regioni, di fare chiarezza su tale situazione, così da poter sopperire a tale mancanza e garantire maggiore trasparenza nell’esecuzione delle procedure, tale da consentire il pieno godimento di un diritto previsto dalla legge per i docenti in ruolo e ribadito dal contratto collettivo nazionale, ma che al tempo stesso contemperi le aspettative dei precari”.

A Orizzonte Scuola interviene Viviana Scuderi, una delle insegnanti “bloccate” al Nord: “Ogni anno le cattedre rese libere entro il 31 agosto sono andate tutte in assegnazione provvisoria, con ulteriore scorrimento delle graduatorie e conseguenti integrazioni e/o rettifiche, secondo Ordinanza Ministeriale in riferimento all’istituto delle assegnazioni provvisorie ed utilizzazioni. Quest’anno l’USR Sicilia non ha effettuato scorrimento e integrazioni per le cattedre rese disponibili con i movimenti tra le province. Dunque non sono state rese disponibili per i docenti di ruolo fuori sede, ma sono andate alle supplenze. Faccio presente che assunzioni a tempo a tempo indeterminato, i provvedimenti di utilizzazione, di assegnazione provvisoria e comunque quelli di durata annuale, riguardanti il personale di ruolo, devono essere completati entro il 31 agosto di ogni anno”.

I docenti immobilizzati al Nord, coinvolti nel processo di assegnazione provvisoria , si aggirano intorno al migliaio, di tutti gli ordini e gradi della scuola.

“La decisione da parte dell’Usr Sicilia – conclude Scuderi – evidenzia la disparità di trattamento. Abbiamo presentato esposto collettivo alla Procura e presto organizzeremo una manifestazione a Palermo”.

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