Cattedre a 24 ore nella secondaria: taglio di 10.000, 30.000 o 100.000 cattedre?

Di Lalla
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red – Dopo la lettura della bozza della Legge di stabilità organizzazioni sindacali ed esponenti politici hanno ipotizzato quanto potrebbe incidere, in termini di risparmio, sul numero delle cattedre in organico e, di conseguenza sul taglio atteso per i docenti precari, che su spezzoni e supplenze temporanee costruiscono il proprio iter verso l’assunzione a tempo indeterminato. Si perderà un posto ogni 3 o un posto ogni 4?

red – Dopo la lettura della bozza della Legge di stabilità organizzazioni sindacali ed esponenti politici hanno ipotizzato quanto potrebbe incidere, in termini di risparmio, sul numero delle cattedre in organico e, di conseguenza sul taglio atteso per i docenti precari, che su spezzoni e supplenze temporanee costruiscono il proprio iter verso l’assunzione a tempo indeterminato. Si perderà un posto ogni 3 o un posto ogni 4?

Il sindacato CONITP scrive in un comunicato

"Il CONITP contrariamente a quanto detto, asserisce che il taglio non sarà affatto di 6.500 posti, ma di ben 30.000 posti "normali" più altri 4.000/5000 posti di sostegno. In pratica aggiungere 6 ore alla cattedra attuale da 18 ore vorrebbe dire perdere un posto di lavoro per ogni 3 docenti , se la matematica, ovviamente, non è un’opinione. Infatti 3 x 6 = 18 ore = un posto di lavoro in meno. Ciò vuol dire che una scuola con un personale docente di ruolo di 90 persone, subisce una perdita di 30 posti di lavoro (90:3=30)"

Quindi secondo questo ragionamento, la perdita di un posto ogni 3.

In realtà, come già individuato dai nostri lettori "Le ore settimanali che fino ad oggi venivano coperte da 4 docenti erano 72 (18 ore x 4 docenti = 72 ore); con la revisione dell’orario settimanale, le stesse 72 ore verrebbero coperte da 3 soli docenti (24 ore x 3 docenti = 72) con perdita netta di un posto ogni 4 docenti: il 25% del totale." [Prof. Andrea Raciti in Da 18 a 24 ore: sui docenti della scuola secondaria si danno i numeri]

E dunque, un posto ogni 4 attuali.

Ma, in concreto, a quanto ammonterebbe la perdita totale delle cattedre? Le cifre vanno dall’ottimistico 6.000 dell’On. Bersani, ai 30.000 di alcune organizzazioni sindacali, ai 100 mila di altre sigle, ai 10.000 del Ministro.

On. Bersani " – Pier Luigi Bersani, intervenendo sui possibili tagli alla scuola ha considerato necessario intervenire "Temo di non sbagliare – ha affermato – dicendo che sotto la parola ‘ingegnerizzazione’ ci sia il taglio di 6.300-6.400 posti di lavoro”.

FLC CGIL – La FLCGIL in caso di innalzamento dell’orario di lezione dei docenti della secondaria da 18 a 24 ore, precisa non sarà affatto di 6.500 posti, come avrebbe dichiarato l’on. Bersani, ma di ben 25.000 posti "normali" più altri 4.000 posti di sostegno.

Gilda FGU – Consideriamo che con l’aumento delle ore lavorative si perderanno circa 25/30.000 cattedre

Le previsioni più pessimistiche

USB – Se fosse vera la voce di questo “nuovo” piano, i conti, sui dati dell’a.s. 2011/2012 del Miur, sono presto fatti, 426 mila docenti coinvolti di cui 74 mila precari: i posti di lavoro in meno, potrebbero arrivare a 1 06 mila! Oltre ai 74 mila precari che perderebbero il posto, 3 2 mila sarebbero gli esuberi a rischio licenziamento tra i docenti di ruolo che si vanno a sommare agli altri 17 mila di quest’anno.

SISA – I conti sono presto fatti, il totale attuale dei docenti italiani è 600mila, l’anno prossimo sarà di 101 mila in meno, 100mila se si riusciranno a salvare almeno mille posti di sostegno. 20mila docenti elementari in meno, 33mila alle medie, 48mila alle superiori.

Le previsioni più ottimistiche

Ministro Profumo – Il numero di cui si sta discutento, e in una bozza ancora in itinere, è di circa un terzo di quella indicata".

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