Cattedre a 24 ore per i docenti delle scuole? Contiamo quelle dei professori universitari

Di Lalla
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Prof. Antonello Venditti – I professori universitari lavorano per 350 ore annuali, o per lo meno questo è quanto stabilito dalla legge. Infatti, il D.P.R. n. 382 dell’ 11/07/1980 prevede, all’art. 10 "Doveri didattici dei professori", che i professori universitari lavorino per 250 ore annuali per attività didattiche, partecipazione a commissioni d’esame e a commissioni di laurea. Ulteriori 100 ore annuali sono previste per attività di orientamento, predisposizione dei piani di studio, etc. La ripartizione delle attività è determinata con il consenso del professore.

Prof. Antonello Venditti – I professori universitari lavorano per 350 ore annuali, o per lo meno questo è quanto stabilito dalla legge. Infatti, il D.P.R. n. 382 dell’ 11/07/1980 prevede, all’art. 10 "Doveri didattici dei professori", che i professori universitari lavorino per 250 ore annuali per attività didattiche, partecipazione a commissioni d’esame e a commissioni di laurea. Ulteriori 100 ore annuali sono previste per attività di orientamento, predisposizione dei piani di studio, etc. La ripartizione delle attività è determinata con il consenso del professore.

Iniziamo, però, a parlare della sola didattica frontale. Andando a spulciare sui siti delle nostre Università, scopriamo che il periodo dell’anno accademico dedicato alle attività didattiche copre circa 200 giorni (compresi sabati e domeniche in cui l’attività didattica non c’è), pari a quasi 28-29 settimane.

Da questi siti evinciamo anche che l’attività di didattica frontale di ogni professore è di gran lunga inferiore alle 250 ore annuali.

Poi, considerando anche le ore non dedicate alla didattica, per la partecipazione a commissioni d’esame e a commissioni di laurea, saliamo a circa 33 settimane di lavoro.

Dividendo 250 ore annuali per le 33 settimane, otteniamo circa 7-8 ore di impegno settimanale. E, se proprio vogliamo metterci anche le altre 100 ore previste dallo stesso D.P.R., saliamo a 10-11 ore di impegno settimanale.

Ma l’impegno dedicato alla sola didattica frontale è di gran lunga inferiore!

Di qui ci rendiamo conto che, per coprire il fabbisogno paventato dal Governo, sarebbe stato sufficiente aumentare di 6 ore settimanali la didattica frontale dei professori universitari.

Beninteso, sempre rimanendo entro il limite delle 250 ore annue e, quindi, senza aggravio di spesa per lo Stato. Le altre 100 ore potevano essere utilizzate per ricevimenti, partecipazione a commissioni, etc.

Con l’aumento di ore settimanali di didattica frontale, si sarebbe arrivati a risparmiare forse il 50% degli stipendi che lo Stato elargisce ai professori universitari.

Considerando, per ogni anno, il 3% di pensionamenti degli oltre 60.000 professori universitari, in soldoni, con una manovra di questo tipo, non sarebbe stato possibile disporre nuove assunzioni prima di 16-17 anni. Nel frattempo, lo Stato avrebbe risparmiato 200 milioni di euro per il primo anno, 400 nel secondo anno, 600 milioni nel terzo, per arrivare a regime ad un risparmio di 3 miliardi di euro annui!

Non si faranno assunzioni per 16-17 anni? E che fine faranno quegli idonei ai concorsi per docenti universitari che stanno solo aspettando la chiamata?

Meglio aggiungere 6 ore settimanali ai docenti della scuola, dato che a questi i professori universitari non hanno promesso un bel niente!

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