Categoria insegnanti prende sputi da genitori, studenti e presidi. Umiliati anche nel contratto. Lettera

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inviata da Giuseppe Semeraro – La categoria degli insegnanti è abituata ormai a ricevere sputi in faccia incrociati da genitori, studenti, presidi e opinione pubblica, ma penso che non siamo mai stati umiliati come durante questa presunta contrattazione per il nostro contratto di lavoro.

I contratti con altre categorie sono stati siglati senza particolari problemi, l’ultimo è quello delle forze dell’ordine che prevede aumenti quasi doppi rispetto a quelli che toccheranno a noi e, chissà perché, nessun peggioramento delle condizioni lavorative.

L’aspetto surreale è che siamo sotto le elezioni e in teoria sarebbero dovuti essere i (sedicenti) sindacati ad avere il coltello dalla parte del manico. Invece assistiamo a situazioni incredibili in cui l’Aran propone solo per noi una serie di condizioni peggiorative e per giunta sembra che non abbia nessuna intenzione di chiudere il contratto, menando il can per l’aia fino alla fine. I sindacati (sempre presunti tali) che invece di fare la voce grossa, sembrano in forte difficoltà e sono lì ad inseguire: erano pron(t)i a firmare qualunque porcheria, ma non immaginavano che il livello di questa porcheria arrivasse fino al punto di metterli così in difficoltà con i loro iscritti. La cosa assurda è che invece di essere i sindacati ad incalzare i rappresentati della politica impauriti prima delle elezioni, sembrano i sindacati impauriti dai primi e che non sanno come uscirsene. La novità dell’ultima settimana è che i sindacati confederati sono finalmente partiti all’attacco! Sì, ma contro gli insegnanti inferociti nei loro confronti, accusandoli di credere a notizie false. Peccato che questi abbiano dato credito principalmente alle notizie che loro stessi hanno diffuso con il contagocce (a proposito perché non rendono noto il documento integrale che hanno ricevuto, che cosa hanno da temere?)

Se dovessi tornare indietro non rifarei più l’insegnante. Il lavoro di per sé è bellissimo (quando ce lo lasciano fare), ma le prospettive sono talmente volte ad un peggioramento continuo che non so da qui a vent’anni come ci ridurranno. Entro meno di un anno potrebbe già essere in discussione il nostro contratto successivo; se sotto le elezioni ci trattano così, non oso pensare cosa farà pochi mesi dopo le elezioni un governo di centrodestra vittorioso, oppure un governo di coalizione centrodestra & renziani (nel caso i primi non dovessero farcela da soli). Molti di noi sono ormai a metà del guado, in una situazione in cui non è più possibile uscirsene dalla scuola e andarsene dall’Italia con famiglia per fare un lavoro in cui viene riconosciuta la dignità professionale. Io se potessi lo farei.

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