A Catanzaro una “tre giorni” sul progetto Telecom “Anche io ho qualcosa da dire” sui rischi di Internet per i minori

WhatsApp
Telegram

GB – Il Comune di Catanzaro ha ospitato per 3 giorni capitale la seconda tappa del tour nazionale "Anche io ho qualcosa da dire” organizzato da Telecom Italia, sui  rischi di Internet.

GB – Il Comune di Catanzaro ha ospitato per 3 giorni capitale la seconda tappa del tour nazionale "Anche io ho qualcosa da dire” organizzato da Telecom Italia, sui  rischi di Internet.

Oltre novemila studenti ad ascoltare, più di duemila a rispondere ad un questionario ad hoc, e settantadue tra seminari, conferenze e tavole rotonde: questi i numeri del progetto, presentato dall’assessore alla Pubblica Istruzione, Stefania Lo Giudice:“Quella promossa da Telecom Italia è stata un’esperienza utile e qualificante – ha detto l’assessore – che ha consentito di fare luce sui numerosi risvolti attinenti alla delicata materia della tutela dei minori. Internet rappresenta uno strumento utile per la crescita ma, al contempo, se non adeguatamente controllato può danneggiare l’integrità fisica e morale dei più piccoli. Questa iniziativa pone le basi per un metodo più efficace di prevenzione e contrasto agli illeciti online rispetto al quale scuola e famiglia recitano ruoli fondamentali. La fiducia ed il dialogo all’interno delle famiglie, soprattutto, sono importanti per favorire un comportamento responsabile e consapevole dei minori internauti che sono soggetti di diritti e consumatori al tempo stesso”.

"I teen-ager adeguatamente responsabilizzati – ha detto Umberto Rapetto, ex generale della Guardia di finanza inventore e poi comandante del Gat, Nucleo Speciale Frodi Telematiche, dirigente di Iniziative e Progetti Speciali di Telecom Italia – sono in grado di tenere comportamenti ben lontani da quelli che purtroppo affollano le pagine della cronaca. Per evitare episodi incresciosi, che vedono Internet e telefonini come immancabile ingrediente, non bastano leggi speciali o strumenti tecnologici di vigilanza o filtro. Solo l’educazione può ridurre pericoli, rischi e insidie. Non devono spaventare i social network ma l’inesperienza dei giovanissimi, impreparati ad affrontare la vita sia reale sia online”.  "Anche io ho qualcosa da dire” ha dimostrato come un approccio non convenzionale al problema della protezione dei minori alle prese con le tecnologie, basato sul dialogo tra educatori e discenti, può rappresentare il primo passo verso una maggiore serenità dinanzi all’orizzonte digitale.

WhatsApp
Telegram

A luglio, in tutta Italia, partecipa ai nuovi “Workshop formativi: pensare da dirigente scolastico” organizzati da Eurosofia