Castaldini (Forza Italia): “La scuola riparte, recuperare il tempo perso con i centri estivi. Bianchi persona preparata, si aspettano molto da lui” [INTERVISTA]

WhatsApp
Telegram

Valentina Castaldini, consigliera regionale di Forza Italia in Emilia Romagna, a Orizzonte Scuola, fa il punto della situazione all’indomani dalla riapertura delle scuole anche nella zona rossa fino alla prima media. 

La scuola è ripartita, almeno fino alla prima media, ma è solo l’inizio, non crede?

Assolutamente sì, e siamo già in ritardo. L’inizio reale è già stato rimandato troppe volte. Ora il nodo fondamentale è l’apertura delle scuole superiori, senza dimenticare il mondo universitario. Il dato degli insegnanti vaccinati in Emilia-Romagna è buono, dobbiamo assolutamente recuperare i mesi persi, anche perché abbiamo visto che la didattica a distanza non è in alcuno modo sinonimo di qualità.

Si è parlato tanto dei tamponi di massa per far rientare gli alunni in classe. Un’idea, però, che fa a pugni con la realtà: come è possibile realizzare uno screening puntuale sulla popolazione scolastica?

L’idea di far entrare uno screening serio non è irrealizzabile, occorre una politica coraggiosa e una pubblica amministrazione efficiente. Questa era un’occasione da non perdere per evitare qualsiasi rischio a docenti e alunni utilizzando tutte le professionalità disponibile. Più volte ho anche suggerito gli strumenti, i tamponi salivari per esempio, e mi sono detta disposta a lavorare ad altre possibilità. Ora abbiamo una sentenza del Consiglio di Stato che autorizza i farmacisti ad effettuare i tamponi, bene che allora si pensi a un loro ausilio per uno screening fuori dalle scuole, almeno una volta a settimana, e che la Regione faccia il possibile per rendere quest’intervento reale.

Siamo ad aprile, ma si deve pensare già a settembre. Come dovrà ripartire la scuola? Su cosa bisognerà puntare?

In realtà il banco di prova non sarà settembre ma molto prima con i centri estivi. L’Emilia-Romagna è fortemente in ritardo, ad oggi non ci sono protocolli e alcuna certezza per le famiglie che non avranno a disposizione tre mesi di ferie e per i gestori che non hanno, invece, molto tempo per prepararsi. Ricordandoci sempre che lavoriamo in piena pandemia e quindi la macchina organizzativa dev’essere ancora una volta di più impeccabile per garantire formazione ed educazione da una parte e tutela della salute dall’altra.

 Sul trasporto scolastico, invece, su cosa bisogna puntare. Dove bisogna maggiormente intervenire?

Questi primi giorni di scuola, ma quando inizieranno le lezioni in presenza anche per le superiori probabilmente ci renderemo conto di quanto quello fatto fino ad ora dalla Regione è stato efficace, ma dobbiamo anche tener conto che, notizia di questi giorni e non ci sorprende, per i NAS il virus è anche a bordo di treni e autobus, quindi l’organizzazione davanti ad evidenze scientifiche dev’essere ancora più puntuale. Anche su questo in Assemblea Legislativa ho provato a dare una soluzione suggerendo di usare sia i taxi, sia gli autobus turistici per portare i bambini a scuola. Aiutando un settore in piena crisi e, magari in quei posti più difficili da raggiungere, fornire un ausilio alle scolaresche.

Il ministro Patrizio Bianchi, prima di succedere a Lucia Azzolina, è stato per lunghi anni assessore all’Istruzione per l’Emilia-Romagna. Crede che sia la persona giusta per affrontare questo periodo difficile per la scuola?

È sicuramente una persona molto preparata perché dalla sua, appunto, ha l’esperienza di un assessorato importante come quello dell’Istruzione in una regione virtuosa come l’Emilia-Romagna, e questo è anche un fardello perché la gente si aspetta per questo delle giuste soluzioni. L’esperienza gli ha portato a lavorare con servizi qualitativamente alti che spero possa portare a livello nazionale. È il momento di politiche coraggiose soprattutto negli ambiti della formazione al lavoro e della nascita degli istituti post diploma. Senza dimenticare che la pandemia ha aumentato esponenzialmente i numeri degli abbandoni scolastici, e quei ragazzi e quelle ragazze vanno intercettati e reindirizzati in un percorso scolastico adeguato. La scuola è un diritto di tutti, la politica ha il dovere di garantirlo in qualsiasi condizione.

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito