Caso Pontremoli, dopo la conferma delle bocciature: continua l’attacco mediatico e politico. Il punto di vista del Dirigente

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dp – Bocciare o non bocciare un bambino di prima elementare? O meglio: bocciare o non bocciare? La questione non risiede in una risposta univoca, ma nella possibilità di dibattito. Se stiamo a guardare la stampa "tradizionale", la risposta è ovviamente "no" e Pontremoli ne è diventato l’emblema. Qualcuno ha letto il punto di vista di dirigente e docenti coinvolti? Io no.

dp – Bocciare o non bocciare un bambino di prima elementare? O meglio: bocciare o non bocciare? La questione non risiede in una risposta univoca, ma nella possibilità di dibattito. Se stiamo a guardare la stampa "tradizionale", la risposta è ovviamente "no" e Pontremoli ne è diventato l’emblema. Qualcuno ha letto il punto di vista di dirigente e docenti coinvolti? Io no.

Ho letto politici, che non hanno mai calcato la soglia di in una classe di prima elementare e probabilmente di una classe, sentenziare contro l’operato del dirigente e dei docenti: l’obiettivo è politico, risponde ad un preciso disegno per la scuola e per il quale si sguinzaglia stampa e Ministero (vedi ispezione). Altri politici, magari, senza aver bene presente l’argomento sono intervenuti con frasi di comodo: chi vuoi che non sia d’accordo se si difendono bambini di prima elementare?

La questione è che un consiglio di classe ha preso una decisione e l’ha fatto in base ad una normativa che permette di farlo, il resto è speculazione. Da deprecare sono coloro che utilizzano la sorte di questi bambini per raggiungere scopi politici. Se vogliamo dibattere sulla giustezza della bocciatura bisognerà farlo nelle sedi adatte e senza coinvolgere direttamente i bambini, soprattutto se i più deboli, come nel caso di Pontremoli.

Ieri, tra le pagine del blog del "Gruppo di Firenze" è apparso il comunicato stampa del Dirigente dell’Istituto comprensivo “Tifoni” di Pontremoli. Un comunicato, apprendiamo dal cappello introduttivo, inviato ai giornali il 12 giugno e non pubblicato da nessun organo di informazione. Forse, i politici che in questi giorni sono intervenuti nella faccenda Pontremoli dovrebbero chiedersi come sia possibile che sulla stampa sia apparso soltanto un punto di vista, quello di chi accusa e che il comunicato del Dirigente non sia stato pubblicato. Io mi chiedo in che paese questi cinque bambini vivono e vivranno, e se domani riusciranno a far conoscere il proprio punto di vista anche se non farà comodo a qualcuno.

Così come, questo sito web ha accolto il punto di vista di chi ha attaccato l’operato del consiglio di classe che ha fermato i cinque bambini, adesso pubblica il comunicato stampa del Dirigente, mai pubblicato sulle testate giornalistiche che si sono occupate della faccenda.

Ecco il testo

In riferimento alla non ammissione alla classe successiva di n° 5 alunni di classe prima nel plesso “Tifoni” dell’omonimo Istituto Comprensivo di Pontremoli, in qualità di Dirigente Scolastico intendo precisare quanto segue.
Il “ fermo scolastico”, previsto dall’art.2 della legge n° 53/2003 che ha modificato radicalmente l’articolazione interna della Scuola Primaria, prevedendo, in sostituzione dei cicli, un monoennio e due bienni, al termine dei quali valutare approfonditamente il percorso scolastico dell’alunno, è stato ampiamente discusso (e concordato) nel corso di ripetuti incontri con i docenti di classe.
Le valutazioni formulate, frutto di osservazioni puntuali e di verifiche oggettive, hanno evidenziato il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi richiesti, in termine di “alfabetizzazione strumentale”, per poter accedere alla classe successiva.
La decisione assunta, pur con il rammarico che essa comporta (“fermare un alunno è, per la scuola, una scelta sempre difficile e spiacevole”) è stata decisa nell’interesse, unico ed esclusivo, degli alunni, al fine di consentire loro, in tempi più lunghi di apprendimento, un percorso scolastico maggiormente rispondente ai ritmi di sviluppo e di maturazione propri di ogni singolo soggetto.
Ribadisco pertanto che il fermo scolastico è stato deciso unicamente per il “bene” del bambino che la scuola intende perseguire sempre e comunque, nella convinzione che, come un autorevole pedagogista ha scritto recentemente, una “scuola senza bocciature è una scuola destinata al fallimento” (e non “una scuola che boccia se stessa” frase fatta e irrispettosa della professionalità dei docenti).
Il “fermo scolastico” è stato deciso dopo aver attuato, nel corso dell’anno e in particolare del 2° quadrimestre, tutta una serie di interventi personalizzati da parte degli insegnanti di classe che purtroppo, considerato il livello di maturazione personale degli alunni, non hanno dato gli esiti attesi.
La scuola è in grado di documentare, con puntuale riferimento, tutto il lavoro di recupero e potenziamento didattico che è stato proposto, compresi i verbali relativi alle visite alle classi che lo scrivente effettua regolarmente almeno due volte all’anno.
Nel ribadire pertanto che il “fermo scolastico” dei cinque alunni delle due classi prime è scaturito dal mancato raggiungimento delle competenze minime richieste a conclusione del primo anno di Scuola Primaria, intendo sconfessare, in maniera assoluta, considerazioni e dicerie in merito alla numerosità delle sezioni e pettegolezzi sconsiderati e strumentali circa la formazione delle future classi prime (che, a detta di alcuni genitori, potrebbero diventare tre, contando gli alunni respinti).
Nel dichiararmi amareggiato per l’amplificazione che la stampa ha voluto riservare a una scelta, certamente impopolare ma che rientra nelle prerogative della scuola e nella “libertà di valutazione” dei docenti, mortificandone l’impegno e la professionalità, e facendo, questo sì, il “male dei fanciulli”, intendo assumermi, per intero, la responsabilità delle suddette bocciature, mettendomi a disposizione dei superiori organi gerarchici di cui auspico un personale e immediato interessamento per riscattare l’immagine di una scuola pubblica che ha sempre operato, con fatica ma anche con entusiasmo e passione, per il bene e per la crescita di tutti i fanciulli, nessuno escluso, come dimostrano le tante iniziative (e i tanti riconoscimenti!) di cui si dà conto nel Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto “Tifoni”.

A Pontremoli tutto da rifare per le 5 bocciature in prima elementare
dp – Ieri è giunto il "verdetto" dell’ispezione ministeriale alla Giulio Tifoni di Pontremoli (Massa Carrara), salita alla ribalta delle cronache e delle interrogazioni parlamentari per la bocciatura di 5 alunni di prima elementare.

Bambini di Pontremoli: probabilmente confermata la bocciatura
red – Si sono svolti per la seconda volta gli scrutini della classe dell’Istituto "Giulio Tifoni" di Pontremoli, dopo l’invito del Ministero seguito ad un’ispezione.

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