Un caso emblematico di un concorso scuola scriteriato. Lettera

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Ugo Donatelli – Scrivo questa lettera in qualità di testimone di quello che forse può essere considerato l'emblema di un concorso docenti che è stato etichettato da più parti come “farsa” o “truffa” ma che in realtà, andando a guardarci dentro, può essere molto di più.

Ugo Donatelli – Scrivo questa lettera in qualità di testimone di quello che forse può essere considerato l'emblema di un concorso docenti che è stato etichettato da più parti come “farsa” o “truffa” ma che in realtà, andando a guardarci dentro, può essere molto di più.

Parlo di quanto è finora accaduto per la classe di concorso A050 in Abruzzo, che può rappresentare una sorta di sunto che riassume gran parte delle assurdità e delle irregolarità di cui il Miur si è macchiato e di cui sarà chiamata a rispondere in prima persona la Ministra Giannini, la quale ha sempre dichiarato pubblicamente l'assoluta regolarità di tutto l'iter concorsuale.

Un concorso che, è utile ricordare, parte dal presupposto di voler selezionare i migliori docenti per innalzare la qualità della scuola del futuro. Una scuola contraddistinta dalla professionalità, dall'allineamento alle nuove metodologie didattiche innovative, dalla valutazione dell'azione didattica in base a criteri oggettivi condivisi, volta alla selezione dei docenti con i profili professionali più idonei ed aggiornati. Insomma una scuola in cui la meritocrazia ed il bagaglio delle competenze dei docenti sia selezionato a monte mediante procedure create appositamente allo scopo. Vediamo come sono state organizzate queste procedure in Abruzzo, per quanto concerne la classe di concorso A050.

Infatti, la commissione della classe di concorso A050 si è fin qui contraddistinta per unicità ed “originalità”, discostandosi completamente e liberamente da quanto prodotto dai colleghi della A050 nelle altre Regioni. Per la prova scritta del concorso è stata utilizzata, come nel resto d'Italia, una griglia di valutazione pubblicata a posteriori, che però in Abruzzo presenta una unicità se confrontata con quelle delle altre Regioni: per ognuna delle sei risposte aperte, l'indicatore denominato “originalità” è caratterizzato da due “descrittori” che non descrivono niente e che sono “pesati” senza alcun criterio di logicità, gradualità, omogeneità: “originalità assente” = 0 punti, “originalità presente” = 1,5 punti. In tutte le altre Regioni, per la prova scritta della A050, vi è uno scarto di 0,5 punti tra un descrittore e quello successivo e, nella maggior parte dei casi, ai diversi punteggi sono associate appunto delle descrizioni che permettono di capire come è stato articolato il punteggio. In Abruzzo, invece, si salta da “0 punti” a “1,5 punti” senza alcun criterio, ma solo in virtù di presenza/assenza di un qualcosa definito genericamente “originalità”. Dato che le risposte a cui si applica questo descrittore sono 6, ciò significa poter assegnare o togliere liberamente fino a ben 9 punti su un totale di 40 determinando in modo del tutto indiscriminato il raggiungimento della sufficienza richiesta per poter accedere alla prova orale (24 punti a cui sommare quelli della prova pratica prevista per la classe A050).

Ma anche nella prova pratica, la commissione abruzzese della A050 ha voluto distinguersi per “originalità” rispetto a tutte le altre Regioni. Infatti, contrariamente a quanto esplicitamente richiesto nel Bando, la prova pratica è stata…teorica! Difatti, non è stata eseguita nessuna prova pratica in quanto la commissione ha fatto svolgere una prova scritta in forma di relazione illustrante i criteri di programmazione di una ipotetica prova pratica di laboratorio su una tematica assegnata (“le cellule del sangue”). Ma il Bando non dice questo: “la prova pratica consiste nell'ESECUZIONE di una esperienza di laboratorio a carattere INTERDISCIPLINARE, proposta dalla commissione esaminatrice, afferente all'area delle scienze naturali, chimiche e biologiche, con riferimento ai contenuti previsti nel programma”. Possibile che solo in Abruzzo (per la verità anche in Toscana, anche se almeno in quel caso la tematica era interdisciplinare) non abbiano saputo recepire le chiare indicazioni del Bando? Eppure basta aprire uno dei tanti dizionari della lingua italiana alla voce “esecuzione” per comprendere che trattasi di “attuazione pratica”. Inoltre, sempre da dizionario, “interdisciplinare” significa “che abbraccia unitariamente più discipline”. Quindi non solo in Abruzzo la prova pratica non è stata ESEGUITA ma non ha avuto nemmeno CARATTERE INTERDISCIPLINARE visto che le “cellule del sangue” sono argomento specifico di Scienze Biologiche. Vi si possono ricollegare in qualche modo le Scienze Chimiche, ma per quanto concerne le Scienze della Terra (terzo ambito disciplinare di riferimento della A050) non c'è alcun collegamento realistico.

A conferma di quanto sostenuto, basta prendere come esempio la prova pratica A050 svolta in Sardegna: esecuzione pratica di cinque esperienze di laboratorio ricadenti, guarda caso, in tutti e tre gli ambiti disciplinari relativi alla A050 (Scienze della Terra, Chimiche e Biologiche), accompagnata dalle relative relazioni sintetiche volte ad illustrare i criteri seguiti nella programmazione, preparazione ed esecuzione della prova. In Abruzzo è stata svolta solo quest'ultima parte, cioè un'unica relazione scritta, senza però l'esecuzione pratica della prova e su una tematica non a carattere interdisciplinare.

Facendo quindi un sunto di quanto finora è emerso in Abruzzo per la classe di concorso A050, appare quanto mai opportuno rivolgere alcune domande alla Ministra Giannini (che presumibilmente rimarranno senza risposta come accaduto finora): è questo che lei intende quando dichiara pubblicamente che “tutto sta filando liscio e con regolarità in questo concorso”? Sono queste le modalità con le quali pretende di selezionare i migliori docenti della scuola del futuro? E' questo il modo di organizzare un concorso di carattere nazionale che dovrebbe quanto meno garantire un minimo di omogeneità e di rispetto della parità di trattamento? E, soprattutto, secondo lei è questo il modo di determinare il futuro di persone che hanno investito gran parte della loro vita per poter svolgere una funzione che dovrebbe essere centrale e meritevole del massimo rispetto in una società civile, visto che concorre a formare ed educare i futuri cittadini italiani?

Lei ha più volte definito pubblicamente i ricorsi “come il vero virus del nostro Paese”. Forse dovrebbe chiedersi come mai, in un Paese così evoluto come il nostro, l'unica via che rimane a noi semplici cittadini per veder rispettati i nostri diritti e la legalità è quella di ricorrere alla giustizia, quando invece dovrebbe essere preciso compito dello Stato farsene garante.

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