Caso Crema, Turi (Uil Scuola): “La responsabilità degli infortuni ricade sempre sugli ultimi della catena”

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Le responsabilità ricadono sempre sull’ultimo anello della catena. Ne è convinto il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi.

Il sindacalisa commenta all’Adnkronos la vicenda della sindaca di Crema indagata dalla Procura perché un bambino si è chiuso due dita nella porta tagliafuoco ricordando la stessa possibilità esiste per docenti e dirigenti. Turi denuncia “la mancanza delle scelte politiche che invece di dare le risposte che i cittadini chiedono si lasciano andare alla narrazione, come quella delle scuole innovative, senza considerare che sarebbe molto meglio concentrarsi sull’efficienza media degli stabili e del sistema senza voli pindarici che riportano, prima o dopo alla realtà”.

“Come è noto – sottolinea Turi – i docenti sono responsabili della sicurezza dei propri discenti e sono abituati a gestire questa responsabilità. Si tratta di una responsabilità oggettiva che li induce ad essere sempre attenti alle regole.In caso di infortunio – ricorda – è il docente che deve dimostrare di non avere colpa ( culpa in vigilando) e lo fa dimostrando di avere rispettato le regole di legge e contrattuali. Per questo il docente, per la responsabilità civile, si premura con un’assicurazione a sue spese. Il sindacato di solito nell’iscrizione comprende anche una polizza assicurativa”.

“Tale responsabilità, ovviamente ricade su tutti coloro che hanno il compito di garantire che siano attuate tutte le azioni di garanzia ( di legge e di contratti) che impediscano e prevengano gli infortuni. La proprietà delle strutture scolastiche – ricorda ancora il numero uno della Uil Scuola – attiene agli Enti Locali, precisamente, ai Comuni per le scuole primarie e alle Province per le scuole
secondarie. Come sono ridotti gli Enti Locali, in particolare le province, prima soppresse e poi resuscitate, gli interventi sulle strutture sono parziali e non sufficienti”.

“Scatta la “caccia” alla responsabilità – ribadisce Turi – solo quando accade l’incidente. Ancora una volta – denuncia – dobbiamo registrare la mancanza delle scelte politiche che invece di dare le risposte che i cittadini chiedono si lasciano andare alla narrazione, come quella delle scuole innovative senza considerare che sarebbe molto meglio concentrarsi sull’efficienza media degli stabili e del sistema senza voli pindarici che riportano, prima o dopo alla realtà. Insomma – conclude – le dita dei bambini sono importanti e qualcuno le deve garantire. Decidiamo chi e, in particolare, come che è forse la parte trascurata da tutta la filiera delle responsabilità che ricadono sempre sul l’ultimo anello della catena”.

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