Casa (M5S): servono insegnanti stabili e preparati. Dibattito parlamentare stabilirà le regole

di redazione
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“Il ritorno della scuola al centro del dibattito potrebbe essere un importante punto di svolta per la nostra esperienza governativa, sebbene tale centralità sia scaturita prima da episodi non molto felici e adesso sembra indirizzarsi verso lo storico, anzi oserei dire ancestrale, problema del precariato.”

E’ quanto afferma l’On. Vittoria Casa (M5S) attraverso un post su Facebook.

“Una vexata quaestio – prosegue l’On – frutto di una politica miope e incapace di trovare risoluzioni ad ampio raggio, che pure si fanno contingenti data la necessità di reclutare personale docente per coprire circa centomila cattedre.

Così all’orizzonte pare profilarsi l’ennesimo scontro che contrappone categorie di docenti, tutte ugualmente formate e tutte meritevoli di usufruire dei propri diritti.

La notizia della possibilità di un PAS riservato ai docenti con 36 mesi di servizio ha aggiunto parecchia confusione, soprattutto in chi attende dal 2016 di essere legittimamente assunto e teme per l’ennesima delusione.

In questa sede, non voglio addentrarmi su tale aspetto ma mi limito a dire che il provvedimento dovrà essere oggetto di analisi parlamentare e le condizioni dovranno essere stabilite per scelte collegiali, come già espresso in un comunicato condiviso con tutti i componenti del MoVimento 5 Stelle della commissione cultura di Camera e Senato. Tramite un serio lavoro parlamentare proveremo a dare una risposta univoca, che non distingua tra precari di serie A e precari di serie B e che sia rispettosa di tutti gli iter già avviati.

Ma, come affermavo in premessa, è un bene che la scuola sia oggetto di confronto se da tale confronto possono nascere profonde riflessioni che coinvolgano il ruolo degli studenti e del rapporto formativo docente-discente nella programmazione. Questi due aspetti troppo spesso appaiono quasi residuali, mentre è indubbio che dovrebbero fungere da cardine nella programmazione ministeriale. In primo luogo attraverso dei criteri che assicurino la continuità didattica. In un contesto veramente formativo tra l’insegnante e i suoi alunni deve potersi sviluppare un sano e reciproco rapporto di fiducia, affinché il docente possa contribuire alla crescita dell’individuo sotto il profilo civico, culturale e pedagogico. Un simile processo non può realizzarsi se il gruppo classe è costretto a vedere cambiare i propri riferimenti, dovendo ricominciare ogni anno a ricostruire i rapporti da zero. Il ricorso continuo alle supplenze incide, quindi, anche sulla serenità degli studenti. Per questo bisogna porre degli argini concreti.

In secondo luogo la continuità deve essere accompagnata dalla competenza. Il lavoro dell’insegnante è impegnativo, sia sul piano pragmatico che teorico. Pertanto i criteri di assunzione devono tener conto della preparazione pregressa degli aspiranti docenti, nelle scuole di ogni ordine e grado. Lo stesso trattamento va previsto per gli alunni diversamente abili, per i quali le attenzioni vanno addirittura raddoppiate. Auspico, dunque, che i corsi di specializzazione, appena partiti o in fase di avvio, possano garantire l’immissione di soggetti realmente preparati sul sostegno e che possano adempiere compiutamente alle funzioni della didattica speciale.

Tutte queste considerazioni vogliono essere la base per le proposte che ci accingiamo ad avanzare nelle aule parlamentari. La scuola italiana ha bisogno di certezze, che soltanto un sistema chiaro e meritocratico può garantirle. Proviamo a trasformare quest’occasione di confronto per giungere a un reale momento di crescita.”

PAS, M5S: dalla parte di precari e merito, in Parlamento lavoreremo per questi principi

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